Belpietro a Renzi: parli come un bullo di periferia, non stai sereno…

Troppa energia sospetta, potrebbe nuocere. Troppa tracotanza potrebbe essere fatale. “Da quando Matteo Renzi è riuscito a imporre il suo candidato al Colle non c’è più niente che lo tenga. Il nostro presidente del Consiglio viaggia a qualche metro da terra, convinto che dopo aver spianato l’opposizione interna ed esterna, presto camminerà sulle acque e moltiplicherà anche pani, pesci e occupati”. Parola di Maurizio Belpietro, che nel suo editoriale  Renzi il bullo non sta più sereno, parafrasando l’ormai celebre tweet con cui il segretario Pd pugnalava alle spalle il povero Letta,  fotografa un premier troppo adrenalinico e sfacciato.

Un bullo di periferia

“Lo stato d’animo del premier, che appena dieci anni fa era il giovane segretario della Margherita in una provincia come quella di Firenze in cui contavi solo se eri diessino, è comprensibile. Meno comprensibile – scrive il direttore di Libero –  è però che non faccia nulla per nasconderlo, lasciandosi andare a uscite che paiono quelle di un bullo di provincia”.  E giù esempi  sul tono sprezzante con cui Renzi ha trattato i ministri dell‘Udc (“che cercavano di salvare almeno la poltrona se non la faccia”) dicendo  di non avere tempo da perdere con i partitini. Lo stesso tono viene replicato all’indirizzo di Berlusconi, che dopo  la fregatura del Quirinale ha avuto l’ardire di convocare l’ufficio di presidenza e dichiarare morto il patto del Nazareno. Sapete che ha risposto il presidente del Consiglio tramite la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani? , chiede Belpietro.  “Meglio, così: non avendo tra i piedi Berlusconi e Brunetta riusciremo a farle prima…”. Davvero troppo. Matteo sta esagerando, forse non sta più tanto  sereno.