«Arrestate Schettino». Per la Procura di Grosseto c’è pericolo di fuga

La procura di Grosseto ha presentato poche ore fa un ricorso al tribunale del riesame di Firenze per ottenere l’arresto di Francesco Schettino, per pericolo di fuga. La procura aveva fatto la stessa richiesta al processo sulla Costa Concordia ma i giudici di Grosseto l’hanno respinta ritenendo non provato il pericolo di fuga. Nelle stesse ore l’avvocato Domenico Pepe ha riferito di aver deciso di rinunciare al mandato per la difesa del comandante della Costa Concordia, che finora ha assistito nelle fasi dell’inchiesta e durante tutto il processo di Grosseto sul naufragio del Giglio. La decisione è stata presa nella notte. «Sono stanco», è l’unico commento che ha fatto Pepe annunciando di comunicare formalmente oggi al tribunale di Grosseto di lasciare l’incarico. Una prima e-mail è già stata inviata alla cancelleria del tribunale. Dopo l’ultima puntata del programma tv Le Iene, Francesco Schettino venerdì ha dichiarato che fu Domenico Pepe a riferirgli nel novembre scorso di una proposta di partecipazione al reality L’Isola dei Famosi e di un possibile compenso da oltre due milioni di euro. Ma il legale ha molto ridimensionato la questione: «Nel novembre 2014 ci fu un solo contatto telefonico con un funzionario di Mediaset che mi chiamò per un programma televisivo a cui avrebbe dovuto partecipare Schettino – ha spiegato il legale – Ma poi la cosa da parte mia non ebbe alcun seguito». Dopo la condanna a sedici anni, il tribunale di Grosseto aveva rigettato la richiesta di arresto in carcere. Per i giudici, «non è stato offerto alcun elemento concreto» per sostenere che il comandante della Concordia voglia scappare dall’Italia. E inoltre, il principio costituzionale sancito dall’articolo 27, prevede «la non colpevolezza dell’imputato fino a condanna definitiva».

Schettino e i 2 mln per L’Isola dei famosi

«A metà del novembre scorso il mio avvocato Domenico Pepe mi disse che c’era stato un contatto da parte di persone che erano interessate ad una mia partecipazione all’Isola dei famosi dietro pagamento di denaro. Gli dissi – racconta Schettino – di verificare e indagare anche perché avevo il sospetto che si trattasse di qualcuno che voleva alimentare il clima di discredito attorno alla mia persona. Successivamente l’avvocato Pepe mi disse che queste persone avevano offerto 2 milioni di euro per la mia partecipazione al reality». Il misterioso personaggio che, nel servizio delle Iene, si è presentato come “procuratore” di Schettino aveva invece detto al finto produttore tv inviato dalle Iene che la cifra richiesta era di 2,5 milioni, cioè 500.000 euro in più. «Declinai subito l’offerta – aggiunge il comandante – e dissi all’avvocato che da parte mia non c’era alcuna disponibilità o interesse alla cosa, di qualunque cifra si trattasse, poiché il mio mestiere è quello di comandante di nave e perché la ritenevo irrispettosa nei confronti delle vittime e dei naufraghi».