Area a luci rosse: l’ “Osservatore Romano” attacca Marino

La Santa Sede “scomunica” il sindaco Marino per l’area a luci rosse La reprimenda è affidata all’Osservatore Romano attraverso un editoriale  di   suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata e presidente dell’associazione Slaves no Mo. “Ci sconvolge questa decisione – si legge sul quotidiano vaticano – che è espressione dell’incapacità di guardare in faccia il fenomeno nella sua complessità e drammaticità, di prendere misure adeguate per contrastare il traffico, di operare, anche e soprattutto a livello culturale, contro la mercificazione delle donne, e disonora la sua umanità per farne oggetto di possesso, di profitto o di piacere”. Suor Bonetti ricorda che l’8 febbraio, festa di santa Giuseppina Bakhita, è stata celebrata la prima giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di esseri umani e le forme di schiavitù e sfruttamento, “fortemente sostenuta da Papa Francesco”. Ma rispetto alla schiavitù sofferta da suor Bakhita, “oggi la situazione è finanche peggiore” perché “le agenzie dell’Onu parlano di quasi 22 milioni di nuovi schiavi, portati da un Paese all’altro per sfruttamento lavorativo o sessuale, per accattonaggio o vendita di organi, matrimoni forzati o adozioni internazionali illegali. E la lista delle nuove forme di schiavitù potrebbe allungarsi, se non riusciamo a capire che ogni persona è stata creata per essere libera, rispettata, tutelata, non per essere comprata e venduta, usata e gettata via. “Con vergogna – sottolinea il giornale della Santa Sede – dobbiamo constatare che questi schiavi del nostro tempo sono molto più numerosi degli africani trasportati e trapiantati tre secoli fa nelle piantagioni americane di cotone e canna da zucchero. Le schiavitù moderne stanno prendendo forme nuove e sempre più sofisticate, anche perché producono un giro d’affari illeciti enorme (circa 32 miliardi di dollari), secondo solo ai traffici di armi e droga”. L’Italia non è esente dalla piaga: sono “ridotte in schiavitù da cinquanta a settantamila donne e minorenni per la richiesta di sesso a pagamento di milioni di clienti che, di giorno o di notte, cercano, usano e poi ributtano sulla strada come spazzatura creature di Dio considerate merce”.