Allarme maltempo, le valanghe fanno le prima vittime tra gli sciatori

Due valanghe cadute a Cortina d’Ampezzo, una in Faloria, uno sciatore olandese morto: è questo il bilancio provvisorio delle slavine che questa mattina si sono abbattute nella zona dell’Avearu. Secondo quanto si è appreso, nella valanga più grande, larga 100 metri e lunga 40, sono rimaste sepolte due persone. Entrambe sono riuscite ad uscire da sole dalla neve: una è illesa, la seconda ha riportato gravi lesioni ed è stata trasportata in elicottero in ospedale, dove poi è morta. Sono molti gli sportivi che oggi, complice il ritorno del bel tempo, si sono recati sulle piste cortinesi a fare scialpinismo, ma il manto nevoso è soggetto a improvvisi distacchi.  La vittima è un 24enne olandese. Salvi il padre e due suoi fratelli che sciavano con lui. Valanghe anche nel Bresciano. Stavano sciando fuori pista i due uomini travolti da una valanga sul Passo del Tonale. Entrambi sono stati estratti dalla neve e stanno bene secondo un primo controllo medico. Sarebbero stati due i distacchi di neve, che hanno alimentato la valanga, avvenuti ad una quota di circa 1.900-2.000 metri in località Val del Lares. Il primo sciatore investito dalla massa nevosa è praticamente riuscito a liberarsi autonomamente, mentre il secondo è stato estratto poco dopo dai soccorritori, su indicazione di un amico che lo aveva visto partire per effettuare un fuori pista. Non ci sono altri sciatori coinvolti.

Allarme rosso anche in Trentino

Pericolo di valanghe marcato, di grado 3 in una scala da 1 a 5 anche in Trentino, in aumento a forte, cioè al grado 4 di 5. Le previsioni sono di Meteotrentino, il servizio meteorologico della Protezione civile del Trentino, dopo le nevicate dei giorni scorsi in montagna. Le basse temperature delle scorse settimane e i ridotti spessori del manto nevoso preesistente hanno determinato un forte gradiente di temperatura tra gli strati sottostanti e un veloce metamorfismo costruttivo con la formazione di nuovi grani sfaccettati fragili e brine di profondità con scarsa coesione. I recenti apporti di neve fresca, talvolta di densità elevata, appesantiscono il manto nevoso in lento e graduale assestamento ma poggiano su deboli stratificazioni preesistenti estremamente instabili, sovraccaricandole ulteriormente.