Alfano: non c’è tempo da perdere, subito la missione Onu in Libia

”Non bisogna perdere un minuto, bisogna intervenire in Libia con una missione Onu”. Lo afferma Angelino Alfano, ministro dell’Interno, in un’intervista a Repubblica, sottolineando che ”l’avanzata del Califfato in Libia accentua tutti i profili di rischio”. Il ministro spiega che le minacce contro il nostro Paese ”non sono una novità e la nostra allerta era già elevatissima”.

Collaborazione dai colossi web

Domani incontrerà ”i rappresentanti dei colossi web per intensificare la cooperazione nell’allerta precoce sul transito in Rete dei messaggi degli estremisti”, mentre giovedì sarà a Washington ”per un summit organizzato dalla Casa Bianca tra 20 paesi” nel quale ribadirà che ”la lotta al terrorismo interno parte dallo spegnere i fuochi che divampano nell’altra sponda del Mediterraneo”. Non si può escludere, afferma Alfano, che tra gli immigrati in arrivo sui barconi si nascondano terroristi, ma nemmeno si può creare un nesso. ”Se le milizie del Califfo avanzano più velocemente delle decisioni della comunità internazionale – si chiede – come possiamo spegnere l’incendio in Libia e arginare i flussi migratori?”.

La minaccia del voto anticipato

E riguardo alle minacce al ministro Gentiloni, spiega che la sua protezione è stata elevata ”al massimo”. E su Salvini che lascerebbe al largo i migranti da soccorrere dice, ”incommentabile, come quasi tutto del suo dire”. Alfano parla anche al Mattino aggiungendo che la vicenda danese dimostra che il pericolo ”può arrivare anche da un lupo solitario”. Poi interviene sull’ipotesi di voto anticipato in primavera che a suo avviso ”è una minaccia o una suggestione ricorrente ma la domanda è: a quale scopo? Qui siamo a un passo dall’approvazione definitiva delle riforme e non sarà il voto del Parlamento a farle entrare in vigore ma quello del popolo con un referendum”.