Alemanno attacca, ecco le prove: solo fango sul viaggio in Argentina

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Una rogatoria internazionale per smontare la “bufala” dei fantomatici “quattro viaggi in Argentina (con tanto di valigie piene di contanti”) dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta Mafia Capitale. A smentire i castello delle accuse è lui stesso sul suo profilo Fb, dove rende pubblica la documentazione relativa alle montature orchestrate. «Sono contento  che la Procura di Roma ha chiesto una rogatoria internazionale per verificare la vicenda. Forse è l’unico modo per impedire che questa accusa ridicola continui a gettare fango sul sottoscritto, alimentando fantasie popolari e screditando la mia immagine pubblica».

Alemanno chiarisce

Ora basta. Ricostruisce e allega i documenti, Alemanno. Luca Odevaine, ex vice capo di gabinetto di Walter Veltroni, durante una telefonata intercettata avrebbe asserito «che io, con il supporto di mio figlio all’epoca sedicenne, avrei fatto quattro viaggi in Argentina per portare “valigie di soldi in quel Paese”. Non solo, questa vicenda sarebbe legata, secondo le intercettazioni di Odevaine, ad un furto a casa mia tanto misterioso da non essere stato mai denunciato». Sul suo profilo Alemanno smonta il “giallo” e ribadisce che, in linea con quanto diffuso dalla Procura di Roma «non esistono riscontri a queste affermazioni, ma in compenso ci sono evidenti concrete controprove».  Alemanno ha inviato infatti alle redazioni dei quotidiani una serie di allegati tra cui il suo  passaporto, «che è a disposizione di chiunque, per constatare che esiste il visto di un mio solo viaggio in Argentina, dal 2 al 5 gennaio 2012. All’andata non ero in compagnia di mio figlio che era già partito con mia moglie ed altri compagni di viaggio, come risulta dai visti sul suo passaporto», scrive Alemanno, allegando gli altri documenti dei suoi familiari.

Solo fango

Un viaggio di natura squisitamente turistica «finalizzato a visitare i ghiacciai della Patagonia», come si vede nella fotografia – allegata da Alemanno-  dove si vede tutta la comitiva che ha partecipato al viaggio, tra cui Gaetano Pedullà, direttore de La Notizia». Ancora fandonie. «È impossibile pensare a “valigie di soldi” che passavano attraverso i varchi riservati della polizia perché questi varchi funzionano esclusivamente per i viaggi nazionali», ci spiega Alemanno», «mentre su quelli internazionali è impossibile saltare i controlli». Sbugiardati anche coloro che hanno rimestato nel torbido sul furto in casa Alemanno che, in maniera “equivoca” non sarebbe stato denunciato: a portata di tutti c’è il documento della denuncia alla Questura con tutti i riscontri verificabili. Anche se un’ampia rassegna stampa cartacea e online attesta l’apertura delle indagini». Insomma, la spettacolarizzazione è finita: «Ho dato mandato ai miei legali di verificare il contenuto diffamatorio di questa ennesima ondata di fango».