Adozioni, un manifesto per i diritti dei bambini scatena le ire di gay e Lgbt

Un manifesto con questa frase – “L’adozione è un diritto dei bambini non degli adulti”- con la foto di una bambina, vi sembra una campagna di «odio omofobo»? Per il buon senso no, ma per le associazioni gay, per il sindaco di Roma, Ignazio Marino, e per il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti sì. Sono loro ad aver scatenato a proposito di questo manifesto «una campagna di odio omofobico. Si tratta di una incredibile speculazione tesa ad intimidire chiunque non si allinei alle posizioni delle associazioni Lgbt». Si indignano il senatore Carlo Giovanardi e il deputato Alessandro Lo Giudice, entrambi di Area popolare, che definiscono l’affermazione del manifesto «sacrosanta».

Gay in rivolta

I corifei del pensiero unico che si sono scatenati parlando di campagna d’odio, non accettano che ci sia chi, quando sente parlare di adozioni, pensa prima di tutto ai diritti degli adottati e non a quelli di chi adotta. E quindi basta poco a strumentalizzare ideologicamente qualunque iniziativa. Bisogna far capire che qui non si tratta di discriminare i gay e scatenare le associazioni Lgbt per avere qualche riga di agenzia, perché – nel caso- ad essere discriminati sono tante altre persone che hanno diritto ad avere un bambino da adottare e non viene loro concesso per diversi motivi. Il problema è più serio rispetto alla canea messa sù. Basta considerare «che nella legge in vigore sulle adozioni non possono adottare le coppie sposate che hanno superato una certa età, quelle che non hanno un certo reddito, quelle non sposate, oltre a quelle omosessuali, perché quello che va difeso è il supremo interesse del bambino».