50 anni fa moriva il fanatico Malcom X. Voleva un Califfato islamico negli Usa

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Quella di Malcom X, al secolo Malcom Little, è una storia molto americana: una storia di fanatismi, di carcere, di religioni portate all’estremismo, di battaglie per i diritti sociali, di segregazionismo. Ben lontano da Martin Luther King, che comunque conobbe e ammirò, apostolo della non violenza e autentico combattente anti-segregazionista, Malcom X invece predicò la violenza, l’estremismo religioso, la supremazia dei neri sui bianchi, sognando la diaspora dei neri americani in Africa, definendo “diavoli” tutti i bianchi. Si chiamava Little, ma come molti altri estremisti neri scelse il cognome X, ossia quello dei genitori ignoti, anziché quello che un “diavolo dagli occhi azzurri” aveva imposto ai suoi antenati. Il padre, che morì quando lui era molto piccolo, gli inculcò il concetto di orgoglio nero. Morì in un incidente stradale, ma Malcom X in seguito disse che era stato assassinato dalla Black Legion, ossia dai razzisti bianchi. La madre ebbe un esaurimento nervoso e fu dichiarata insana di mente. Malcom e i suoi fratelli furono affidati a tutori. Erano gli anni Trenta. Era molto bravo a scuola, ma la abbandonò diventando un cattivo ragazzo, cosa che lo portò in prigione.

Divenne un cattivo ragazzo e condannato a dieci anni

Uscito, andò a vivere a Boston dalla sorella per poi trasferirsi a New York, nel quartiere nero di Harlem, dove iniziò la sua carriera di criminale: spaccio di droga, prostituzione, rapine, estorsioni. Alla visita medica per la leva fu scartato in quanto giudicato psichicamente non idoneo. Nel 1946 fu nuovamente arrestato e condannato a dieci anni per reati comuni. Si racconta che in carcere ebbe il soprannome di Satana a causa delle sue urla e bestemmie continue. In prigione il fratello gli scrisse consigliandogli di aderire all’Islam, in modo da poter uscire prima. Malcom iniziò a rifiutare carne di maiale, a studiare, e in effetti nel 1952 fu rilasciato sulla parola. Aveva funzionato. Il giovane aveva aderito al famigerato NOI, Nation of Islam, ancora esistente, che predicava il razzismo, la violenza, il nazionalismo nero e teorizzava la creazione di una nazione nera all’interno degli Stati Uniti. Insomma, un Califfato. Uscito di prigione, andò a trovare il leader del Noi, Elijah Muhammad, personaggio estremamente controverso, a Chicago. Intanto Fbi e Cia si stavano interessando a Malcom X, il quale, in una lettera al presidente, si era definito comunista. La Cia stabilì che Malcom soffriva di schizofrenia paranoide pre-psicotica. Dotato di carisma e cultura, Malcom X con le sue prediche portò il numero degli iscritti alla Nation of Islam a trentamila, tra cui anche il celebre Cassius Clay, che divenne per tutti Mohammed Alì. Nel 1958 si sposò ed ebbe sei figlie, tutte chiamate col secondo nome di Shabazz. Intanto aveva avuto violente discussioni e contrasti col leader del Noi, criticato duramente Martin Luther King ed espresso pareri estremisti dopo l’assassinio di John Kennedy.

Campagna di odio della Nation of Islam

La Nation of Islam a quello punto lo costrinse ad allontanarsi. Nel 1964 fondò un altro movimento e si convertì all’islamismo ortodosso. Poi, a fine 1964, ci fu un grande cambiamento in lui: dopo un pellegrinaggio alla Mecca e un viaggio in Egitto, in Arabia e in Africa, tornò negli Stati Uniti come sunnita e con idee del tutto diverse dalle precedenti. Disse di aver abbracciato il vero Islam e di non essere più razzista. Questo voltafaccia evidentemente dette fastidio ai suoi vecchi amici: il 14 febbraio 1965 ebbe un attentato dinamitardo a casa e una settimana dopo, il 21, fu ucciso con sette colpi di pistola e di fucile a canne mozze durante una riunione a Manhattan. Ai suoi funerali ad Harlem partecipò una folla immensa. Per  l’omicidio furono arrestati tre noti  esponenti della Nation of Islam, ma solo tale Talmadge Hayer ammise la responsabilità. Hayer è uscito nel 2010. Come  si diceva, il Noi esiste ancora e il suo leader è Luis Farrakhan, vecchia conoscenza di Malcom X. Fu Farrakhan che contribuì al clima di odio verso Malcom e che causò la sua morte, scrivendo che per la sua ipocrisia meritava la morte. Particolare interessante: su un numero della rivista del NOI, Muhammad speaks, in una vignetta fu raffigurato Malcom X con la testa mozzata…