«Qui è vietato indossare il burqa»: e scoppia la polemica

Niente burqa. Il Consiglio comunale di Varese ha approvato una mozione per vietare la copertura del viso in luoghi pubblici e perciò l’utilizzo del burqa. A presentarla sono stati i consiglieri comunali di Forza Italia Piero Galparoli e Ciro Grassia. La mozione è stata approvata, con i voti favorevoli di Lega, Forza Italia, Udc e Ncd. I consiglieri del Pd e del M5s, all’opposizione, si sono astenuti mentre Sel ha espresso voto contrario. La mozione, che fa riferimento a documenti simili tra cui uno approvato dal Consiglio comunale di Sesto San Giovanni (Milano) nel 2011, chiede alla Giunta di «adottare un provvedimento volto a impedire la dissimulazione del viso in luoghi pubblici o aperti al pubblico» sia per motivi di sicurezza che di «usanze che contrastano con la storia, le leggi e il comune sentire del nostro Paese». Il punto cruciale è la questione sicurezza, perché è impensabile che chiunque possa nascondersi coprendosi il viso e il corpo, specie in una situazione di allarme come quella che stiamo vivendo a causa dell’integralismo islamico.

Niente burqa? La sinistra parla di «intolleranza»

Ma subito si sono scatenate le polemiche, con la sinistra che parla di «intolleranza». Scene che sembrano la fotocopia di quel che accadde nel 2011 quando ci fu il primo sì alla Camera al divieto in Italia di indossare in luoghi pubblici burqa, niqab o altri caschi e indumenti etnici che rendano non identificabile il volto della persona. L’iniziativa parlamentare fu del centrodestra. Promotrice fu la deputata Souad Sbai. Anche allora il Pd rispose con le solite motivazioni demagogiche, arrampicandosi sugli specchi: «L’approvazione da parte della Commissione Affari costituzionali del progetto per vietare l’uso di indumenti come il Burqa e il Niqab – disse il deputato democratico Salvatore Vassallo – è un inutile errore, compiuto per iniziativa del centrodestra, a cui purtroppo si è accodata anche gran parte dell’opposizione, per superficiale insensibilità verso le implicazioni di una tale scelta sulla tutela dei diritti individuali di libertà». Scontato.