Un nonno coraggioso va a caccia di borseggiatori. Ne ha presi 300

«I borseggiatori li individuo all’istante. Mi basta guardarli dritto negli occhi e capisco che cosa hanno in mente». Giancarlo S., 72 anni, una vita passata tra le banchine del porto e le officine di operazioni navali, da quando è in pensione dedica anima e corpo a dare la caccia ai ladri che derubano i passeggeri sugli autobus di Genova. Nella sua “carriera” tra denunce, arresti e fermi ne ha assicurati alla giustizia più di 300. «La cosa che mi fa imbestialire – racconta – è che alla mattina li faccio arrestare e due giorni dopo sono già liberi e me li ritrovo di nuovo alla fermata».

Presidia i bus

Giancarlo ogni giorno presidia le principali linee pubbliche cittadine. Macchina fotografica a tracolla per fotografare i “potenziali” borseggiatori e telefonino in mano per chiamare carabinieri e polizia e segnalarli. «Ho cominciato per rabbia – sottolinea – dopo un furto subito da mia moglie e poi ho proseguito». Nei giorni scorsi il “nonno cacciatore” di borseggiatori, che ama farsi chiamare “l’angelo dei bus”, ne ha fatto arrestare un altro: un albanese di 42 anni che sul “18”, in via Roma, aveva appena borseggiato una ragazza di 26. «Ho capito subito cosa avesse intenzione di fare… l’ho seguito e non appena è entrato in azione ho allertato la polizia. Preso. Dall’inizio dell’anno ne ho fatti prendere già cinque». Non sempre fila tutto liscio, però. «Qualche volta – ammette – riescono a scapparmi. E’ normale vista la mia età e i miei acciacchi. Altre volte mi prendo pure delle botte. Il giorno dell’Epifania una nomade mi ha preso addirittura a borsettate». Ogni volta che ne prende uno, però, si sente meglio: «Diciamo che amo proteggere le persone che si spostano con il bus». Per salire sul bus e svolgere la sua “caccia“ è dotato di abbonamento.

Paga anche il biglietto

«Una volta ho provato a chiedere un abbonamento gratis alla direzione – rivela – non mi hanno risposto. E così pago 261 euro di ticket all’anno per controllare che succede». Nel suo pc di casa ci sono centinaia e centinaia di foto di borseggiatori. «Quando non riesco a prenderli – fa sapere – li fotografo. Ho un archivio che non ha neppure la scientifica». Nei mesi scorsi per rendere il suo impiego “ufficiale” si è iscritto all’Associazione Carabinieri in congedo: «In questo modo posso collaborare maggiormente con le forze dell’ordine. E pensare che qualche anno fa un funzionario della Questura fece di tutto per farmi entrare in polizia: ma non si fece nulla… avevo superato i limiti di età».