Ucraina, l’Onu: finora 5000 vittime. I ribelli di Donetsk: via alla pena di morte

Aprendo una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, Putin ha accusato Kiev non solo di non aver fornito una risposta chiara alla proposta russa sulla proposta di ritirare le armi pesanti dalla linea di contatto nel sud-est dell’Ucraina, ma di aver «dato un ordine ufficiale di cominciare un’azione militare su larga scala virtualmente sull’intero perimetro della linea di contatto».
«La responsabilità per l’aggravamento del conflitto nell’est ucraino e per la morte dei civili ricade su coloro che danno gli ordini criminali di usare l’artiglieria e l’aviazione indiscriminatamente su zone densamente abitate», protesta con grande energia il presidente russo.
Nel frattempo i separatisti dell’autoproclamata repubblica di Donetsk hanno fatto sapere, per bocca del leader Alexandr Zakharcenko, che non intendono più cercare di trovare un compromesso con Kiev per un cessate il fuoco nel sud-est ucraino.
«Da parte nostra non ci saranno più tentativi di parlare di tregua», ha avvertito Zakharcenko all’indomani della conquista dell’aeroporto di Donetsk da parte dei ribelli.
Il “presidente” separatista ha quindi aggiunto che i suoi uomini intendono «andare avanti» nell’offensiva «fino ai confini della regione di Donetsk», ma ha anche avvertito che se ci sarà «una minaccia anche da altre parti» sarà «liquidata».

I ribelli di Donetsk: introduciamo la pena di morte

«Kiev – ha proseguito Zakharcenko – adesso non si rende conto che siamo in grado di attaccare contemporaneamente su tre direzioni».
Zakharcenko, si dice pronto a proseguire solo con il presidente ucraino Petro Poroshenko le trattative per risolvere il conflitto nel Donbass. E sostiene di non vedere «più il senso di continuare i colloqui nel formato del gruppo di contatto di Minsk nella stessa composizione. Parleremo quando arriverà Poroshenko. Siamo all’offensiva, quali negoziati?»
Poi, a sorpresa, nel corso di un un incontro con gli studenti dell’Università di Donetsk ha annunciato che sarà approvata una legge sulla pena di morte. Al momento l’unico Paese europeo in cui è in vigore la pena capitale è la Bielorussia. In Russia c’è una moratoria.
Più di 5.000 persone sono state uccise in Ucraina dall’inizio del conflitto, a metà aprile 2014, rivela l’ultimo bilancio dell’Onu reso noto a Ginevra. «L’intensificarsi delle ostilità dal 13 gennaio scorso – ha detto il portavoce dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, Rupert Colville – ha portato il totale delle vittime nel paese a 5.086. Temiamo che la cifra reale sia molto più elevata». «Inoltre – ha aggiunto – almeno 10.948 persone sono state ferite tra la metà di aprile dello scorso anno e il 21 gennaio scorso».