Terrorismo, Gentiloni: «Attenzione agli immigrati». Rampelli: «Era ora»

«Ci sono rischi di infiltrazione anche notevoli di terroristi dall’immigrazione». Dopo aver minimizzato e gettato acqua sul fuoco all’allarme del centrodestra ora anche il governo si accorge che bisogna tenere alta l’attenzione sull’immigrazione. L’Sos è arrivato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a Londra per un vertice anti-Isis: «Per fortuna i nostri apparati di sicurezza sono allertati e funzionano ma questo non ci consente di abbassare minimamente il grado di preoccupazione».  Immediata la reazione di Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera: «Quando abbiamo allertato, inascoltati, il governo sul pericolo che attraverso Mare Nostrum potessero infiltrarsi finti immigrati e rifugiati il cui unico scopo potesse essere quello di irrobustire la rete terroristica in Italia, siamo stati tacciati di xenofobia, razzismo e i soliti luoghi comuni di chi antepone il pregiudizio alla ragionevolezza. Il ministro Gentiloni – ha detto – ammette l’esistenza della minaccia, un pericolo sul quale vigilerebbe la nostra intelligence, il cui enorme lavoro avrebbe dovuto conoscere ben altra collaborazione da parte del governo. Quello che invece continua clamorosamente a mancare è la prevenzione, la più efficace forma di controllo e vigilanza che esista. Ma alle frontiere nulla è cambiato – ha concluso il capogruppo – secondo il noto adagio dell’ipocrisia genziana». «Dichiarazioni gravissime, che meritano immediate spiegazioni in Parlamento, il blocco di Triton e di ogni nuovo sbarco»,, ha rincarato il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini.

L’arresto a Catania

E proprio nella giornata in cui è atteso dal Consiglio dei ministri il via libera al decreto antiterrorismo con una stretta sui foreign fighters e potenziamento dell’intelligence, un albanese di 30 anni è stato arrestato dalla polizia all’aeroporto di Catania. L’uomo è stato trovato in possesso di documenti falsi. Aveva comprato su internet un biglietto per Londra ma si è presentato al check in di un volo per Bucarest con il suo documento originale, a quel punto ha avuto la carta d’imbarco. Passati i controlli, però, invece di dirigersi verso il gate da dove partiva il volo per la Romania, si è diretto verso il gate per Londra: aveva infatti un’altra carta d’imbarco stampata online che le era arrivata dopo avere acquistato in rete il biglietto per la capitale della Gran Bretagna con documenti falsi.

L’albanese aveva documenti falsi

Quando gli agenti di polizia, insospettiti dall’atteggiamento insofferente dell’albanese lo hanno pedinato e successivamente perquisito, gli hanno trovato una carta d’identità intestata a un cittadino italiano che era contraffatta in alcuni dati personali e riportava una fotografia dell’albanese coperta da una pellicola trasparente di sicurezza. L’uomo aveva anche una pen drive in cui erano salvate alcune foto che lo ritraevano in compagnia di un’altra persona armati di Kalashnikov. Nella pen drive sono poi stati trovati altri file contenenti documenti d’identità di altre nazionalità alcune dei quali avevano già la foto dell’albanese, che sono ora al vaglio degli investigatori dell’antiterrorismo per capire la provenienza. Dai controlli è emerso che era già stato denunciato il 13 gennaio a Malpensa perché trovato anche in quell’occasione in possesso di documenti falsi con i quali voleva salire a bordo di un aereo per Londra. I controlli rientrano nelle misure disposte negli ultimi giorni per rafforzare i dispositivi di controllo alla frontiera. Proprio due giorni fa, tra l’altro, il Dipartimento di pubblica sicurezza aveva inviato a tutti gli uffici di frontiera un nuova circolare nella quale si chiedeva il potenziamento delle misure di sicurezza sia in entrata che in uscita dal Paese attraverso un “sistematico accesso” alle banche dati e a un controllo più accurato delle liste dei passeggeri dei voli a rischio.