Spunta la norma salva Grillo. Ma l’aula respinge il tentativo dei Cinque Stelle

“E i grillini presentano la norma salva Grillo”. Basta un tweet per mandare in tilt il Movimento Cinquestelle e all’aria l’impeto anticasta su cui il comico genovese ha costruito una buona fetta del suo consenso. Scivolano i Pentastellati proprio sulla classica buccia di banana. Presi in fallo lì dove proprio non te lo aspetti. E già, perchè questa storia dell’emendamento presentato al ddl Riforme che prevedeva l’incandidabilità e incompatibilità a ricoprire la carica di senatore per coloro che sono sotto processo penale o sono stati condannati per delitto non colposo è subdolo. Detto fuori dai denti, è palesemente ad-personam.

Emendamento bocciato dall’aula

Un concetto, anzi, un’accusa che avrete sentito mille volte profferire dal comico genovese per inchiodare la Casta, bollare Berlusconi, mandare vaffa di quà e di là nel nome di una purezza pubblica e di una incontaminta verginità morale in difesa del buon senso comune contro i ladri di palazzo e i politicanti da strapazzo.  Il fatto è che quella norma, fa notare il deputato del Pd, Ermini, è fatta apposta per Grillo, condanato in appello per omicio colposo . E sapete perché? Perché, come sottolinea Ermini in un altro tweet, “chi viene denunciato per una ingiuria non può diventare senatore, un condannato per omicidio colposo sì”. Per la cronaca, va detto che l’emendamento è stato bocciato dall’aula. Pericolo scampato, dunque. Resta la vergogna del gesto.