Sgominata una “baby gang”: seminava terrore tra Mestre e Marghera

Una “baby gang” che negli ultimi tempi si sarebbe resa protagonista di danneggiamenti, lesioni e rapine nella zona di Mestre è stata sgominata dagli agenti della polizia di Stato. Le indagini hanno portato all’emissione di tre provvedimenti cautelari nei confronti di due minori e di un maggiorenne, mentre sono in corso una serie di perquisizioni che riguardano soprattutto minorenni.

Il capo è un minorenne

Il capo della “baby gang” era un minorenne per il quale è scattata la custodia cautelare in carcere mentre per gli altri due, l’altro minorenne e un 19enne, il Gip ha disposto i domiciliari. Del gruppo facevano parte almeno 12 ragazzi – le loro abitazioni sono state oggetto di perquisizione – tra cui un 13enne. I ragazzini, secondo quanto emerso dalle indagini, hanno colpito in almeno sei occasioni tra Mestre e Marghera scegliendo come bersaglio cittadini bengalesi che hanno – a seconda dei casi – aggredito, derubato e rapinato anche utilizzando mazze di legno e catene di metallo come armi. Gli aderenti al gruppo sarebbero tutti maschi, quasi tutti studenti, tranne il maggiorenne che lavora. Il fenomeno è molto diffuso nella zona.

Famiglie “normali”

Per tutti, alle spalle, famiglie definite dagli investigatori «normali». La scelta dei bersagli era sempre indirizzata su persone più fragili sia fisicamente che psicologicamente e quindi facili da aggredire senza alcuna conseguenza. Ad imporsi con violenza erano certamente i tre arrestati ma – secondo quanto si è appreso – vigeva una sorta di “rotazione” di chi aveva l’incarico di innescare il crimine per garantire solidità al gruppo. Le prime scorribande erano iniziate nel novembre scorso ma le segnalazioni di alcune vittime, pedinamenti e controlli hanno permesso alla squadra mobile veneziana di chiudere il cerchio in tempi strettissimi. Altre indagini sono in corso sulla scorta di segnalazione di altri gruppetti criminali del genere che sarebbero in azione in città.