Schiaffo del governo a Marino & C. : niente trascrizione per le nozze gay

Le nozze gay contratte all’estero non possono essere trascritte in Italia e sono quindi legittimi gli annullamenti da parte dei prefetti in quei Comuni dove invece i matrimoni tra omosessuali sono stati riconosciuti. È il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri a ribadire, rispondendo a una interrogazione parlamentare, la linea del governo in materia. Ma i sindaci vanno avanti lo stesso. L’ultimo in ordine di arrivo a riconoscere il matrimonio, celebrato fuori dall’Italia, di due persone dello stesso sesso è il primo cittadino di Treviso, Giovanni Manildo, che parla di vuoto normativo.

Le famiglie: le leggi si cambiano in parlamento

Resta intanto acceso il dibattito sul caso di Torino, con un bimbo al quale sono state riconosciute due mamme. Il sindaco Piero Fassino sottolinea che la registrazione all’anagrafe è stata una scelta dovuta e evidenzia che su questi temi c’è «un ritardo legislativo rispetto alla realtà della vita sociale». Ma il Forum delle associazioni familiari replica: «Le leggi si cambiano in Parlamento e non nelle aule dei tribunali». Il sottosegretario Ferri ha dunque ribadito che «i provvedimenti prefettizi di annullamento d’ufficio della trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso sono pienamente legittimi». Il sottosegretario ha spiegato che «i sindaci sono tenuti a uniformarsi alle istruzioni impartite dal ministero dell’Interno. Pertanto – ha chiarito – risulta del tutto appropriato l’esercizio da parte del prefetto del potere di annullamento proprio perché esiste un rapporto gerarchico che lega ministero e sindaci». E sempre per questa ragione «sarebbe contrastante con la natura statale della funzione di stato civile e con la sua titolarità in capo al ministero dell’Interno prescrivere che il prefetto debba rivolgersi all’autorità giudiziaria per rimuovere gli effetti di atti posti in essere in violazione di una precisa direttiva da parte di chi, come il sindaco, si trova in posizione subordinata.

Protestano le associazioni degli omosessuali

Pertanto – ha concluso – non sussistono i presupposti né per il ritiro della circolare ministeriale né per la cessazione dell’esercizio dei poteri di annullamento dei prefetti». Proteste dalle associazioni che organizzano e tutelano gli omosessuali. Per l’Arcigay «il governo è ostaggio del golpe cattolico». Il presidente di Gaynet Italia Franco Grillini lancia invece un appello: se il governo è contro le unioni omosessuali «i sindaci facciano disobbedienza civile».