Salvini marcia su Roma. E sceglie piazza del Popolo come Almirante

Marcia su Roma 2.0? La data è la stessa dello storico precedente, il mese no… Il prossimo 28 febbraio la Lega sbarcherà a Roma per una grande manifestazione di popolo dopo il pellegrinaggio lungo lo Stivale sotto la guida di Armando Siri, teorico della flat tax al 15 per cento. Lavori febbrili per l’adunata a piazza del Popolo che rappresenta il banco di prova del nuovo Carroccio versione nazionale targato Matteo Salvini. «L’evento di Roma sta suscitando un grande entusiasmo, per la prima volta si saldano gli obiettivi di Nord e Sud contro il governo Renzi», dicono dal quartier generale di via Bellerio. E sui social è partito il tam tam per ritrovarsi tutti con Salvini che dalla capitale si gioca le sue carte: opposizione al governo Renzi, lotta all’immigrazione clandestina e al terrorismo islamico.

Da Bossi…

Il pensiero corre al 5 dicembre 1999, quando per la prima volta Umberto Bossi portò le Camicie verdi in “Terronia” e il treno della storica trasferta romana venne ribattezzato, un po’ sinistramente, “Nerone”. Sul palco un senatùr in grande forma riempiva di insulti Silvio Berlusconi inneggiando alla secessione sull’onda della rude protesta contro Roma ladrona. Matteo aveva appena 26 anni e forse non se ne ricorda più (ci sarà andato? le cronache non ne parlano) certo è che da allora tutto è cambiato anche perché – il “capitano” ci tiene molto –  i leghisti che il 28 febbraio si riuniranno nella capitale non saranno solo padani. Basta dare un’occhiata ai tanti profili Facebook collegati alla lista “Noi con Salvini” per capire che, almeno sulla rete, la Lega ha già superato il Rubicone del Centro-Nord.

La piazza storica

Ambiziosa anche la scelta della piazza per Salvini che punta in alto, forse troppo. L’appuntamento è a Piazza del Popolo, la piazza storica di Giorgio Almirante, piazza difficile da riempire, piazza ingombrante per i precedenti illustri e gli inevitabili paragoni. Lo splendido palcoscenico naturale ai piedi del Pincio, incastonato dalle due Chiese Gemelle, è stato calcato per anni e anni dallo storico leader missino. Mai un tradimento, mai un imprevisto, mai una diserzione: sempre stracolma, emozionante in un tripudio di colori, bandiere, striscioni, cortei di giovani ortodossi ed eretici, quando il Movimento sociale era tenuto a debita distanza dall’arco costituzionale e i sui aderenti confinati nel ghetto costruito dalle coscienze democratiche del dopoguerra.

Scelta rischiosa

Un miracolo mai replicato. Da allora piazza del Popolo ne ha viste tante di occupazioni più o meno eccellenti: il centrodestra nelle sue svariate versioni (Casa della libertà, Pdl, Berlusconi in solitaria), Beppe Grillo con i suoi vaffa e la giugulare gonfia fino al comizio flop di Matteo Renzi a chiusura della campagna elettorale per le europee. Salvini avvisato mezzo salvato.