Saldi: altro che boutique! Con la crisi è corsa al cotechino a metà prezzo

Saldi o riciclo? Più che altro austerithy. Quest’anno più che mai, tra pregressi difficili e previsioni negative, la spinta all’affare sarà data soprattutto dalla necessità di comprare in nome della convenienza e del risparmio. Laddove, ancora una volta, la crisi che stringe nella sua morsa le famiglie italiane andrà a caratterizzare le svendite di fine stagione appena cominciate, partite con le solite aspettative dei commercianti, ma che come paventato dalle associazioni dei consumatori già alla vigilia dell’avvio dei saldi, decisamente non si rivelaranno risolutive dal punto di vista della significativa ripresa dei consumi. Ancora una volta, dunque, è la crisi a modulare le frequenze degli acquisti sulle tonalità della rinuncia: una realtà quotdiana alla quale gli taliani fanno sempre fatica ad adattarsi. Così, in anni di recessione in cui ci si è attrezzati a tirare la cinghia e a riformulare la lista delle priorità e della spesa; dopo la sforbiciata data agli acquisti di Natale e ai vezzi del Capodanno, anche la corsa al ribasso d’inizio anno punta alla sostanza e limita il più possibile il superfluo: tanto che, oltre che design e abbigliamento, il 2015 è cominciato con la corsa ai saldi anche per gli acquisti gastronomici, a partire proprio dai prodotti tipici delle feste di Natale rimasti sugli scaffali e offerti a prezzi scontatissimi: parliamo di cotechini, pandori, panettoni, torroni, frutta secca, lenticchie, spumanti ed altre specialità.

I saldi “gastronomici”

A sottolinearlo è la Coldiretti, precisando che le offerte più interessanti e potenzialmente vantaggiose sono quelle allestite tra i banconi di spermercati e negozi alimentari, in cui in questi giorni è facile trovare quei prodotti gastronomici tipicamente natalizi, che non possono essere conservati per il prossimo anno e che, quindi, vengono venduti secondo formule diverse che vanno dall’uno per due al due per tre, ma che possono essere anche proposti in virtù di sconti rilevanti fino al dimezzamento dei prezzi. Come a dire che più che il ritorno di cassa (da parte dei venditori) e della caccia all’affare conveniente (da parte degli acquirenti), si punta allo smaltimento remunerativo della serie di prodotti che – soprattutto lo zampone e il cotechino – nel 90% dei casi vengono consumati nel corso delle festività di fine anno e che, comunque, hanno una scadenza del prodotto sottovuoto generalmente di due annate. In tempi di crisi, insomma, più che tra boutique e griffe conviene farsi un giro tra pandori, panettoni, bottiglie di spumante, frutta secca e quant’altro. Sempre che non se ne siano fatte scorte e scorpacciate nei giorni di festa appena trascorsi…