Roma, retata in due Municipi e un’Asl: 22 arresti per corruzione (video)

Corruzione e concussione: sono i reati contestati a 28 persone, tra funzionari pubblici, imprenditori e professionisti, nei cui confronti la Procura di Roma ha emesso misure cautelari. Ventidue di loro sono in stato di arresto. Ad eseguire l’operazione, denominata Vitruvio, sono stati i finanzieri del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza di Roma. I funzionari pubblici colpiti dall’ordinanza del Tribunale di Roma prestano servizio negli uffici tecnici di alcuni Municipi di Roma Capitale e presso una Asl capitolina. L’inchiesta, coordinata dal pm Erminio Amelio della Procuradi Roma, prevede l’applicazione di misure cautelari a carico di 28 soggetti (di cui 22 in stato di arresto), tra funzionari pubblici, imprenditori e professionisti.

 Nel mirino concessioni edilizie e fognarie

L’inchiesta è scaturita da una serie di episodi che vedevano coinvolti alcuni funzionari al lavoro presso l’Ispettorato edilizio del XIV Municipio di Roma Capitale e presso una Asl capitolina. Nel mirino degli investigatori, infatti, sono finiti i funzionari dell’Ispettorato edilizio del XIV Municipio di Roma che, preposti al controllo delle pratiche edilizie, in cambio di tangenti, avrebbero omesso di rilevare gli abusi riscontrati nel corso delle ispezioni ai cantieri edili. Oltre alla mancata contestazione degli abusi edilizi, i funzionari in servizio al XIV Municipio di Roma Capitale avrebbero compiuto, secondo l’accusa, gravi irregolarità nella gestione delle pratiche relative al rilascio delle autorizzazioni per gli imbocchi alla rete fognaria (fondamentali per la vendita delle nuove unità immobiliari), favorendo gli imprenditori ”amici”. Nell’ambito dell’inchiesta sono finiti anche funzionari pubblici che prestano servizio presso l’ufficio tecnico del XIII Municipio di Roma e allo Spresal (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’Asl Roma E. In particolare, per quanto riguarda i funzionari dello Spresal dell’Asl, sarebbe emerso che in cambio di tangenti questi avrebbero evitato di contestare le irregolarità riscontrate nei cantieri relative alle norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. In molte conversazioni, infatti, stando alle intercettazioni telefoniche, gli indagati farebbero esplicito riferimento al pagamento di somme di denaro a favore dei funzionari responsabili dei controlli dei cantieri. E i finanzieri avrebbero anche scoperto l’uso di una sorta di ”tangente preventiva” che veniva pagata per ottenere ”coperture” ogni qualvolta qualcuno avesse intenzione di aprire un cantiere edile.