La rivolta al centro profughi: vogliamo vedere la Coppa d’Africa sulla pay tv

Altra rivolta in un centro profughi, con intervento delle forze dell’ordine: stavolta pretendono la pay tv per vedere le partite di calcio africano. Ci risiamo con la convinzione che, una volta arrivati qui, sul territorio italiano, tutto diventa lecito. Anche le richieste che nei loro Paesi non sarebbero mai consentite. C’è chi ci dà lezioni perché mangiamo carne di maiale e siamo impuri, chi ci insegna che il crocifisso non può essere messo nelle aule scolastiche perché offende i nuovi arrivati, chi ci tratta con sufficienza perché non siamo in grado di garantire la casa a tutti, chi viaggia senza biglietto sui bus di città e, se beccato dai controllori, non è disposto neppure a fornire i documenti. Cosa che, peraltro, i rom non hanno mai fatto senza che nessuno abbia mai contestato loro un bel niente.

Per gli italiani solo tasse

Agli italiani l’obbligo di pagare le tasse e di stare zitti, pena ogni genere di multa. E se non hai una casa finisci sotto i ponti, perché le graduatorie stanno diventando con le maglie sempre più strette in quanto gli immigrati, che quando possono occupano gli stabili ai danni degli aventi diritto, contendono il posto alle famiglie nostrane. Stessa cosa per le mense scolastiche e per il tempo pieno alle scuole elementari: i posti sono pochi e il reddito in chiaro delle famiglie immigrate consente loro di passare davanti a tutte le altre. Fin qui le tematiche che sono sotto gli occhi di tutti e che generano proteste e disordini. Ma c’è anche dell’altro. Cose che nessuno arriverebbe a pensare.

Manca Sky: gli ospiti di “Integra” si arrabbiano

A Vittorio Veneto un gruppo di profughi africani, ospitati da alcune settimane nei locali della cooperativa sociale Integra, due sere fa hanno dato vita a una singolare protesta contro i gestori della struttura sembra motivata dalla impossibilità di seguire gli incontri di calcio della Coppa d’Africa, in Italia ricevibili solo attraverso piattaforme tv satellitari o del digitale terrestre, ma entrambe a pagamento, in quanto non si tratta certo di un genere di prima necessità. E gli italiani, infatti, per avere l’abbonamento a Sky e seguire alcune manifestazioni sportive mettono mano al portafogli. Cosa che i profughi, evidentemente, non sono nelle condizioni di fare. Ma protestare per questo è davvero un fuor d’opera. La sollevazione, in ogni caso, è stata tale da indurre  i vertici della cooperativa a far intervenire i carabinieri per raffreddare gli animi, cosa che ha generato  la reazione dei sindacati di polizia.

L’intervento dei carabinieri

Il Coisp, ad esempio, si è chiesto se sia tollerabile dover intervenire «anche per sedare le risse fra stranieri» motivate da simili ragioni. Il segretario generale, Franco Maccari, prevede che ora «chi di dovere si attiverà per dotare le strutture di abbonamenti alle pay tv». «Noi, intanto – prosegue il sindacalista – continuiamo a fare i conti con turni senza orario, con servizi svolti senza il minimo dei presidi necessari a garantire la nostra salute, con carenze che dobbiamo fronteggiare a nostre spese, con le botte che non di rado prendiamo da certi immigrati e con paghe da fame che non ci consentono di far arrivare a fine mese in condizioni dignitose le nostre famiglie». Cosa che il governo Renzi sembra ignorare, visto che non solo le risorse per le Forze dell’ordine non aumentano,ma  mancano perfino i giubbotti antiproiettile.