Renzi ricompatta il Pd su Mattarella. Ma rompe con Forza Italia

«E’ l’occasione per cancellare lo smacco del 2013»: esordisce così, con un appello all’unità, Matteo Renzi nell’aprire l’assemblea dei grandi elettori del Pd a conclusione della quale ha annunciato che il nome per il nuovo presidente della Repubblica, che il Partito democratico dovrà votare compatto, è quello di Sergio Mattarella. Un candidato non gradito a Silvio Berlusconi, che in mattinata ha tenuto un vertice con i fedelissimi a Palazzo Grazioli. Secondo fonti del Pd, però, ci sarebbe una “convergenza” dell’ex cavaliere sul giurista costituzionale e quindi la concreta possibilità che il nuovo capo dello Stato venga eletto al primo colpo questa sera. Anche se ambienti vicini al leader di Forza Italia hanno smentito che i giochi siano fatti: Berlusconi sta ancora valutando il da farsi e, poco prima dell’inizio del voto, vedrà Alfano. 

Anche Bersani d’accordo

«Serve un candidato dalla schiena dritta e che sappia dire di no», ha continuato Renzi che su questo nome ha così ricompattato il Pd. «Fatta la scelta, non ci divertiamo però a bruciare i nomi. Perché poi non ci sarà nessun altro candidato Pd». E subito dopo ha ufficializzato formalmente la candidatura di Mattarella. La proposta è stata approvata dall’assemblea del Pd all’unanimità: tutti i 460 grandi elettori dem hanno detto sì. Lo stesso ex segretario Pier Luigi Bersani ha fatto un appello all’unità: «Se tutti sono responsabili ce la facciamo comunque. E’ una scelta che tiene unito il partito».

Romani: non è una candidatura condivisa

La candidatura di Mattarella «è una forzatura unilaterale del presidente del Consiglio, ovvero del segretario Pd. Non so se passerà ma certamente noi non lo votiamo». Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, entrando a Montecitorio. «Eravamo dell’idea – ha aggiunto – di avere un candidato condiviso, e lui non lo è. Ma non ne faccio una questione personale: avevamo individuato un metodo, questo percorso è stato contraddetto e quindi di fronte alla forzatura unilaterale di Renzi noi non ci stiamo. Voteremo bianca alle prime tre votazioni. Ora ci incontreremo con gli amici di Area popolare e concorderemo con loro. Abbiamo detto tante volte che volevamo una candidatura che fosse arbitro imparziale rispetto alle istituzioni che si rinnovano. Riteniamo che Mattarella non risponda a questo. Se sarà eletto e lavorerà bene, poi, ci auguriamo ovviamente che sia il miglior presidente possibile, ma spiace verificare che anche Sel, che ha fatto battaglie contro Renzi, oggi si trovi a votare una candidatura imposta da lui».