Rebecchini: è il momento di riscoprire i “valori non negoziabili”

Il punto cruciale sono i principi e i valori non negoziabili. Punto cruciale oggi, come punto cruciale lo furono vent’anni fa, quando prese corpo Alleanza Nazionale, in un clima di entusiasmo e grande partecipazione. Lo ripete più volte Gaetano Rebecchini che assieme a Domenico Fischella, a Pietro Armani e a Gustavo Selva è stato tra tra i principali esponenti del gruppo che ha dato all’avvio ad Alleanza Nazionale. «An – ricorda Rebecchini – fu costituita il 23 aprile del 1993 all’Hotel Ergife da personaggi della società civile che non erano del Msi. Il congresso di Fiuggi, che si svolse a gennaio del 1995in questo senso, rappresentò uno spartiacque: fu sciolto il Movimento sociale italiano e nacque Alleanza nazionale. Promotore di questo percorso che dal Msi doveva portare a un partito di destra moderna fu Pinuccio Tatarella».

La Consulta etico-religiosa

Rebecchini racconta che non accettò «di partecipare alle elezioni politiche né come senatore né come deputato», ma disse sì all’incarico di presiedere la Consulta etico-religiosa di An. Incarico che mantenne fino al 2005. Quanto alla possibilità che il progetto di An possa essere recuperato nel futuro, Rebecchini osserva che «la distanza tra destra e sinistra non è più così chiara come lo era negli anni in cui è nata e si è sviluppata An. Allora c’era ancora un partito comunista molto forte e il discrimine tra destra e sinistra era molto chiaro. Oggi è tutto in discussione e ce ne accorgiamo osservando con quanta facilità si frantumano i partiti. Ciò che può valere ora è piuttosto la distinzione tra coloro i quali si richiamano a principi e valori della tradizione – tra i quali in particolare il “diritto naturale” – e coloro che tendenzialmente sono più portati verso nuovi diritti, e quindi progressisti. Definire questi due orientamenti destra e sinistra potrebbe confondere le idee. Tuttavia, molti di quei principi e valori fondamentali sono sempre sostenibili. E con la crisi in corso sempre di più. Forse – conclude Rebecchini – è il momento che ci si renda conto quanto siano importanti i cosiddetti “principi e valori non negoziabili”».