Rassegna stampa, ecco i dieci articoli da non perdere oggi

Ma da noi non può funzionare (La Stampa, p.1)

Massimiliano Panarari commenta la vittoria di Syriza con un occhio alle sorti della sinistra radicale nostrana che, sostiene, non può sperare di percorrere le orme di Tsipras perché non si rassegna alla fine delle narrazioni del Novecento. Inoltre, sottolinea come in Italia il liberismo sia sempre stato “alla cacio e pepe”: nulla a che vedere con il rigorismo finanziario imposto ad Atene. Insomma, non va dimenticato che Tsipras ha trionfato in un paese in cui era ricomparsa la mortalità infantile…

I numeri che contano per il futuro di Atene (Corriere, p.1)

Sergio Romano nel suo editoriale di commento alle elezioni greche avverte l’Ue: la Grecia non va lasciata a se stessa perché se divenisse il malato cronico della Ue “sarebbe costretta ad affrontare da sola problemi troppo grandi per i suoi mezzi e finirebbe per rendere l’Europa ancora più vulnerabile”.

Comunisti al governo. Occhio (Il Giornale, p.1)

Lo scetticismo del Giornale dinanzi alla vittoria di Syriza si condensa nel titolo di apertura: “Comunisti al governo. Occhio”. Alessandro Sallusti definisce Tsipras “una sorta di Mario Capanna in salsa ellenica” e dice che se di Tsipras “condividiamo l’analisi sulla malattia non possiamo certo condividere la ricetta”. Non la via errata del socialismo reale, dunque, ma quella liberale accompagnata dalla tutela fiscale della classe media.

Vihas, il medico degli ultimi (Il Fatto, p.3)

Roberta Zunini incontra ad Atene un candidato di Tsipras che potrebbe aspirare a un posto di ministro: si tratta di Yorgos Vihas, 53 anni, fondatore della clinica sociale metropolitana di Voula dove lavorano come volontari cento medici e 50 infermieri. Vihas accusa anche i partiti di governo “di contraddire la cultura della solidarietà nata in Grecia grazie a Ippocrate e all’Antigone di Sofocle”.

Gita scolastica in moschea (la Repubblica, p.18) 

Paolo Rodari ci racconta delle gite scolastiche multireligiose: un fenomeno che oltre a Roma ha coinvolto Latina, Rieti, Vicenza, Palermo e Catania e che è promosso dal Centro Astalli di Roma (la sede italiana del servizio gesuiti per i rifugiati). Un progetto che finora ha coinvolto 359 classi di 92 istituti.

Il dissidente Fitto trattato come Alfano (Il Tempo, p.6)

Daniele Di Mario si interroga sul destino di Raffaele Fitto, prima “falco” e oggi considerato addirittura “traditore”. Fitto non vede di buon occhio il riavvicinamento all’Ncd: “Il rapporto con Alfano va discusso. Se si pensa a un’alleanza qualcuno ha sbagliato. Escluderei l’ingresso di FI nel governo. FI è opposizione e votare tutto quello che dice Renzi serve solo a rafforzarlo”.

La riforma della PA sulle orme di Brunetta (Il Sole 24 Ore, p. 7) 

Gianni Trovati scrive del progetto di riforma complessiva della Pubblica amministrazione che contiene le stesse parole d’ordine “che nel 2009 hanno riempito il dibattito intorno alla riforma Brunetta”. Dalla lotta i fannulloni alla valutazione dei risultati, dall’autonomia della dirigenza alla semplificazione delle procedure.

Scuola, quote di stranieri per ogni classe (il messaggero, p.15) 

Camilla Mozzetti illustra un piano che è allo studio del governo e che mira a garantire attraverso il sistema delle quote l’inserimento degli studenti stranieri evitando che vi siano classi completamente formate da immigrati. In un’aula con 28/30 posti, 4/6 potrebbero essere riservati ad alunni stranieri. Al contempo anche gli insegnanti dovranno attrezzarsi per colmare i gap linguistici di bambini e ragazzi appena arrivati in Italia.