Quirinale, regge l’intesa FI-Ncd. Alfano no a «tecnici novellini»

«Preferiamo un politico con una solida esperienza e una figura che abbia zero scheletri nell’armadio». Non si può stabilire con certezza se le parole pronunciate da Angelino Alfano a nome della delegazione di Area Popolare (Ncd-Udc) al termine dell’incontro con quella del Pd capeggiata da Matteo Renzi, siano anticipatrici della decisione del premier sul voto per il Quirinale o esprimano un mero auspicio. Quel che è certo è che anche i Grandi elettori centristi depositeranno nell’urna scheda bianca nelle prime tre votazioni. «Puntiamo al quarto o quinto voto: all’ace alla quarta, non al doppio fallo nella quinta», ha detto ancora Alfano, ricorrendo ad una metafora tennistica.

Alfano a Renzi: non subiamo veti né diktat

L’indisponibilità del ministro dell’Interno a convergere su un tecnico («non è il momento per un tecnico al Quirinale») aderisce perfettamente a quella già espressa da Silvio Berlusconi. I due hanno rinsaldato l’intesa e la posizione di Alfano  – almeno in questa fase – conferma che il patto regge: «Siamo in giorni decisivi – ha infatti spiegato – e in un momento delicato come questo non possiamo prendere novellini» . Il leader di Ncd assicura che nel corso dell’incontro con il Pd nessuno ha imposto diktat e nessuno ha subito veti: «Abbiamo parlato delle personalità più adeguate dal punto di vista del curriculum, della forza e della personalità non della sedia che occupano attualmente».

I voti dei grillini fuoriusciti sono «aggiuntivi»

L’elezione per il nuovo presidente della Repubblica e la rinnovata intesa con il Cavaliere, tuttavia, non fanno dimenticare ad Alfano che tra Pd da un lato e FI dall’altro, il Ncd rischia di finire come la Polonia tra la Germania di Hitler e l’Urss di Stalin. E così arpiona il tema delle riforme costituzionali per ricordare a Renzi che la maggioranza che le sta approvando non si esaurisce nei contraenti del patto del Nazareno. «Dal ’48 in poi – ha dichiarato – ci sono stati vari tentativi di cambiare la Costituzione. Questa maggioranza ampia che sta cambiando le regole deve stare unita sul Quirinale». Alfano non disdegna di commentare lo smottamento in atto tra i Cinquestelle e risponde affermativamente alla domanda se le defezioni di alcuni esponenti dal Movimento grillino possa condizionare la corsa al Colle: «Sì, può aggiungere voti».