Quirinale, la Meloni vede Renzi e Salvini: «No a un dinosauro»

Gli esponenti di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa e Giorgia Meloni sono al Nazareno per l’incontro con il premier Matteo Renzi. «Abbiamo pochi elettori ma siamo qui perché forse valiamo più di altri», ha detto la leader di Fratelli d’Italia-An. Meloni ha confermato che nel pomeriggio incontrerà il segretario della Lega Matteo Salvini per «proporre un nostro candidato che sia autorevole, che non esegua gli ordini di Bruxelles e che non venga dall’era giurassica». «Abbiamo in mente diversi nomi – ha aggiunto – cercheremo quello che può raccogliere il maggior consenso tra quei tanti parlamentari che non ritengono di essere pagati dagli italiani per votare scheda bianca».

Salvini: «Cerco l’accordo con la Meloni»

Da parte sua Salvini, al termine dell’incontro con il premier fornisce un quadro allarmante della situazione. «Drammaticamente non ci hanno fatto nomi e temo che nessuno abbia idea di cosa vuole fare». «Da quel che ho capito – aggiunge il segretario della Lega – Renzi è orientato per un politico. Noi diciamo no a Prodi e Amato». Salvini spiega che la Lega concorderà «con chi ci sta, come Fratelli d’Italia della Meloni, un candidato di centrodestra». A chi gli domanda se tema un accordo tra Renzi e Berlusconi risponde: «È già in corso, noi siamo venuti qui seriamente, se ci faranno perdere del tempo saremo ancora più cattivelli in Aula».

«Al Quirinale uno che non obbedisca alla Merkel»

La linea di Fratelli d’Italia è stata anticipata dalla Meloni in un’intervista pubblicata oggi da Il Tempo. «Renzi ha detto che il Pd voterà scheda bianca nei primi tre scrutini? È una strategia che dimostra la sua debolezza e la sua totale assenza di rispetto per le Istituzioni. Renzi vuol decidere tutto da solo e imporre un Presidente della Repubblica, ma non dimentichiamo che alle Europee ha preso il 40% dei voti su un 60% di votanti. Se questo è il campione dell’innovazione siamo proprio messi male. Io spero – ha proseguito la leader di Fratelli d’Italia – in un presidente della Repubblica in totale discontinuità con Napolitano, un Capo dello Stato che non sia così incline agli ordini di Bruxelles e di Berlino che difenda gli interessi degli italiani».