Quirinale, Becchi punge Grillo: i nomi deve farli la rete, mica Renzi…

Botta e risposta tra il leader del M5s, Beppe Grillo e l’ex ideologo ormai messo in soffitta, Paolo Becchi, sull’elezione del Presidente della Repubblica. Grillo rilancia su Twitter l’appello a Renzi a fare i nomi dei candidati proposti per il Quirinale e scrive: «Chiediamo a Renzi prima che inizino le votazioni la “rosa” dei nomi che si appresta a presentare per proporla ai nostri iscritti in Rete e farla votare». E subito arriva la  risposta per le rime del professor Becchi in polemica da tempo con Grillo per il rovesciamento dello spirito del movimento: ma i candidati non dovevate esprimerli voi?

Paolo Becchi chi?…

Becchi forse pensa ancora di essere l’ideologo di riferimento di Grillo: «Beppe Grillo. Toc, toc che fine ha fatto “l’intelligenza collettiva” della Rete ? Che fine ha fatto il M5S?», gli chiede in maniera per niente peregrina. Il “congelamento” delle Quirinarie del Movimento sta accelerando la crisi interna al partito di Grillo. «Come avevo intuito il M5S tradendo la spirito originario del Movimento chiede ora a Renzi i nomi per il Quirinale per farli votare dalla Rete. La Rete ormai è ridotta a ratificare addirittura nomi proposti da Renzi. Un totale fallimento sia tattico che strategico dal momento che Renzi non farà alcun nome ed il Movimento non avrà un proprio candidato».

Errore tattico grave

 

Il professore genovese non si accorge che sono lontani i tempi in cui il suo parere contava qualcosa nel tracciare la linea del Movimento 5 stelle. Non è più così e da tempo. E la sua risposta, da Grillo e dai suoi, viene inesorabilmente ignorata. Come in altre occasioni, Grillo parla, Becchi ribatte, ma la “triangolazione” non si chiude. Becchi non lo ascolta più nessuno, è un reperto archeologico. Le Quirinarie pure. E il M5S è in crisi vera.