Quanto ci costa il futuro presidente? 224 milioni l’anno

Chiunque salga al Colle, da sabato in poi, deve tenere a mente questo numero: 224 milioni di euro. Tanto costa ogni anno, bilancio alla mano, il Quirinale ai cittadini italiani per pagare tutte le spese connesse al suo funzionamento e alla sua manutenzione. Diviso per 365 giorni dell’anno fa 613 mila euro al giorno, secondo quanto pubblica Il Tempo. Una cifra che continua a essere elevata nonostante i tagli e le economie apportate ai preventivi negli anni scorsi in linea con la spending review. Dunque, in ossequio ai sacrifici che gli italiani stanno affrontando, forse una sforbiciata più netta sarebbe un buon viatico per chi resterà al suo interno per sette anni. Anche perché, al netto delle spese previdenziali che negli altri Stati sono considerate in altri bilanci il conto che il Colle presenta ogni anno ai cittadini continua a restare uno dei più elevati delle democrazie occidentali. Ecco nel dettaglio come la presidenza usa i fondi in dotazione.

Gran parte assorbita dalle retribuzioni del personale

Il bilancio del 2015 parte ovviamente da quello del 2014 che prevedeva fondi complessivi in dotazione pari a 228 milioni e 500 mila euro. Somma ridotta a 224 milioni quest’anno con il taglio di circa 4 milioni di euro. La gran parte è assorbita dalle retribuzioni del personale e dai trattamenti pensionistici. Solo per chi lavora all’interno delle diverse funzioni se ne vanno ogni anno oltre 122 milioni di euro. In crescita a 92,1 milioni le uscite per la previdenza degli ex dipendenti.

Le spese per luce, gas, tv, benzina e Castelporziano

Da quanto comunicato ufficialmente dal Quirinale le spese per l’acquisto di beni servizi è pari a 22,6 milioni di euro. Non è specificata la ripartizione. Dunque l’unico documento per capire quali bollette e conti il Colle debba pagare è il bilancio preventivo 2014. Da questo si evince che per fare la spesa delle derrate alimentari necessarie ai pasti offerti ufficialmente dal Presidente sono stati accantonati 402 mila euro. Mentre 157 mila erano a disposizione per i servizi accessori. Solo per i regali ai Capi di Stato e di governo la posta era di 145 mila euro. Al pari di un immenso condominio le spese per le forniture di gas, elettricità e telefoni sono consistenti. Nel bilancio preventivo solo di luce il Quirinale contava di spendere 1,73 milioni di euro, 420 mila per l’acqua e 780 mila per il gas e combustibile. Per i canoni radiotelevisivi se ne vanno 15 mila euro, 170 mila per i telefoni e 170 mila per la posta. Per le pulizie appaltate all’esterno se ne vanno via più di un milione mentre per la cancelleria 215 mila euro. Non mancano le spese per i mezzi automobilistici. Che nel 2014 hanno avuto una dotazione iniziale di bilancio di circa 570 mila euro. A queste vanno aggiunti circa 190 mila euro per l’acquisto di carburanti e lubrificanti. Solo per la tenuta di Castelporziano i costi complessivi senza considerare gli oneri per il personale a vario titolo impiegato nella tenuta, ammontano annualmente a circa 3.220.000 euro. Nel 2014 per le l’acquisto di bestiame e macchine agricole sono stati spesi 130 mila euro. Mentre per la locazione e la gestione di automezzi agricoli erano a disposizione 310 mila euro. Spese sacrosante perché la Tenuta assicura una polmone verde alle porte di Roma. Non solo. La Tenuta, che è riserva naturale, è attualmente visitata ogni anno da un ampio numero di cittadini e di studenti delle scuole di tutti i gradi e la sua integrale preservazione consente di mantenere integro un habitat naturale faunistico e ambientale altrove perduto, che non ha praticamente ormai riscontro nell’intero litorale tirrenico circostante. Per questo costituisce oggetto di continua osservazione scientifica da parte di numerosi centri di ricerca e studiosi, anche stranieri. Anche per questo dunque una posta contabile nel bilancio preventivo non manca. Per studiarla infatti il Quirinale stanzia 150 mila euro per l’Accademia della Scienze. I dati di cui si parla – conclude Il Tempo – sono solo quelli preventivi. Non c’è traccia dei consuntivi nel sito della presidenza. A beneficio della trasparenza magari il nuovo inquilino potrebbe innovare la prassi e renderli pubblici in maniera dettagliata.