Putin spiazza tutti: «Vietato insultare le religioni» (e i suoi nemici dicono che…)

L’unico a non fare sconti si chiama Vladimir Putin. È lui che ha rotto gli indugi, calpestando i soliti rituali, le dichiarazioni retoriche, i “faremo” e i “diremo” promessi dai leader europei, sempre prigionieri del politicamente corretto. Dopo l’attentato terroristico di Parigi non ha avuto bisogno di mettersi a tavolino per studiare le strategie. Si è limitato a dire che in Russia è vietato offendere il sentimento religioso di chiunque, dei musulmani come dei cattolici. Stop dunque alle vignette insultanti (in alcune c’erano persino riferimenti alla masturbazione), stop alle ironie pesanti che nulla hanno a che vedere con la satira. Il cuore delle persone non si ferisce.

 Le religioni vanno difese dagli attacchi vergognosi

Putin ha messo in chiaro un elemento che già era noto nel suo Paese: la pubblicazione di qualsiasi vignetta satirica di leader religiosi, comprese quelle su Maometto, è vietata in Russia dalla legge contro l’estremismo e potrebbe essere considerata istigazione all’odio religioso. Roskomnadzor, l’organo governativo russo che si occupa del controllo dei media, lo ha ricordato a tutti i suoi uffici regionali, che a loro volta hanno ammonito giornali e portali di notizie, come hanno rivelato alcuni cronisti sulle reti sociali. A San Pietroburgo c’è già una prima vittima: Roskomnadzor ha ordinato al sito dell’Agenzia delle notizie business di togliere la foto della copertina di Charlie Hebdo che aveva sulla home page. E la spiegazione è semplice. Vadim Ampelonski, portavoce di Roskomnadzor, ha sottolineato a Radio Gavarit Moskva che ovviamente «non ci sono giustificazioni per i terroristi che sparano ai giornalisti», ma i mass media russi devono «scegliere altre forme per esprimere la loro solidarietà per i loro colleghi francesi morti tragicamente». Insomma, il rispetto è rispetto anche quando non si è credenti e, su questo tema, nessuno può offendere nessuno. Tutto questo fermo restando che non si risponde con i kalashnikov alla satira. La satira, però, deve essere satira e non deve offendere il sentimento religioso di nessuno. Ma già c’è chi parla di censura. E di bavaglio. Una scusa per attaccare Putin. Gratuitamente.