Presidenzialismo, FdI protesta in aula e se la prende con Forza Italia

L’aula della Camera continua l’esame degli emendamenti alla riforma costituzionale e ha esaminato l’articolo 21 del testo, quello che affronta il tema delle modalità di elezione del presidente della Repubblica, nonostante Fratelli d’Italia avesse chiesto di affrontare la questione dopo il 29 gennaio, cioè dopo le votazioni per il Colle. Una questione che meritava un adeguato approfondimento e che è stata invece liquidata come un elemento di routine, discusso peraltro in assenza del ministro competente, Maria Elena Boschi.

Rampelli espulso dall’aula 

“Troppo” per gli esponenti di Fratelli d’Italia che hanno deciso di contestare la procedura adottata: il capogruppo Fabio Rampelli si è diretto verso i banchi semideserti del governo e vi ha appoggiato un “cavalierino” con il nome del ministro Boschi per sottolinearne l’assenza, mentre gli altri, tra cui Ignazio La Russa, hanno mostrato cartelli con su scritto: “Boschi dove sei?”, “Ma FI non era presidenzialista?”, “Il Nazareno non è il Golgota”. Il vicepresidente di turno Luigi Di Maio, dopo avere richiamato all’ordine per due volte Rampelli  alla fine ne ha ordinato l’allontanamento dall’aula. Sull’articolo 21 l’esame è avviato, ma non c’è stata ancora alcuna votazione.

La Russa polemico con Forza Italia

“Rivendico come vittoria di Fratelli d’Italia-An – dice Ignazio La Russa – l’avere impedito alla ‘maggioranza del Nazareno’ di affossare in pochi minuti al termine dei lavori i nostri emendamenti volti a introdurre la elezione diretta del Capo dello Stato. Siamo riusciti nonostante i patetici tentativi del Pd e di Forza Italia e senza la totale collaborazione del M5S e Sel, a impedire che si votasse anche un solo emendamento dell’art. 21 che tratta questa materia”. In nome del patto con Renzi, accusa La Russa, Forza Italia sta “svendendo” la storia del centrodestra nel cui programma un punto cardine è proprio il presidenzialismo.
Nel dibattito è intervenuto anche Renato Brunetta, capogruppo di FI alla Camera, il quale ha annunciato il voto favorevole degli azzurri agli emendamenti che prevedono l’elezione diretta del capo dello Stato.