Il poker di “eroi” di Napolitano è stato solo il grande bluff di fine anno

Siamo davvero messi male se nel suo messaggio di fine anno Napolitano è arrivato a definire «figure esemplari» e «italiani degni» cittadini certamente meritevoli di stima e considerazione ma, tutto sommato, ben lontani da quei traguardi esistenziali oltre i quali si sconfina nella dimensione dell’eroe o comunque di un’eccezionalità capace di sagomare un modello da emulare

Più doppia coppia che poker d’assi

Fabiola Gianotti, Samantha Cristoforetti, Fabrizio Pulvirenti e Serena Petriucciolo sono i nomi del magnifico poker di assi italiani calato dal Quirinale davanti agli italiani attovagliati per il cenone dell’ultimo dell’anno. Una grande soddisfazione per le persone citate e le loro famiglie. Ma un interrogativo s’impone: è vera gloria? La Gianotti è il nuovo direttore generale del Cern, il più attrezzato centro al mondo per lo studio delle particelle. L’Italia è uno dei soci fondatori ed è il quarto contribuente dopo Germania, Francia e Regno Unito. Senza nulla togliere alla serietà, alla competenza ed alla preparazione della fisica italiana, è chiaro che nomine di questo tipo poggiano anche sul do ut des tra governi. Più o meno lo stesso vale anche per la Cristoforetti, prima donna astronauta e prima nello spazio. Non fu tuttavia prima (ma terza dopo un’inglese ed una francese) nella selezione effettuata dall’Agenzia spaziale europea. Più noto degli altri è Pulvirenti, il medico di Emergency, che è riuscito a sconfiggere l’ebola contratta in Sierra Leone. Tra i quattro, è l’unico che reggerebbe bene la motivazione di una medaglia al valore. Ha infatti rischiato la vita per salvare quella degli altri. Non andrebbe invece oltre l’encomio la Petriucciolo, tenente di vascello della Marina, che ha aiutato una profuga nigeriana a partorire. Non si capisce che cos’altro avrebbe potuto fare dal momento che è un ufficiale medico. È chiaro che qui ha giocato molto il contesto.

La stupidaggine di Bertold Brecht

Morale: Bertold Brecht pronunciò una colossale stupidaggine nel dire «beato quel popolo che non ha bisogno di eroi». Ce n’è talmente bisogno da costringere i governanti ad inventarli quando – come nel nostro caso – non se ne intravedono all’orizzonte.