Pingitore colpisce ancora: al Salone Margherita si ride sull’Italia “renzista”

Da Matteo Renzi ad Angela Merkel, da Papa Francesco a Maria Elena Boschi, dal sindaco Marino al presidente Napolitano. Ci sono tutti (o quasi) i protagonisti della vita politica italiana, nello spettacolo firmato da Pier Francesco Pingitore, in scena a Roma al Salone Margherita. La grande risata, titolo a metà strada tra lo slogan del ’68 («Una risata vi seppellirà») e La grande bellezza del film premio Oscar, è la dimostrazione che un’altra satira è possibile oltre quella dei soliti noti. E non è un caso che nel cinquantenario della nascita del Bagaglino (nel novembre 1965 il primo spettacolo) la compagnia di Pingitore consegni uno dei suoi spettacoli più divertenti e meglio riusciti. Perché al Salone Margherita è tornata la satira come non l’avete più vista in televisione, avulsa dal pensiero unico della sinistra radical chic. Per ognuno dei personaggi nel mirino, una caratteristica esasperata come nelle caricature meglio riuscite. Così Matteo Renzi (il talentuoso Demo Mura) ogni tanto è vittima di una strana sindrome per cui parla come Silvio Berlusconi, come se fosse posseduto dallo spirito del Cavaliere. Beppe Grillo (magistralmente imitato da Mario Zamma) più bilioso e inconcludente che mai. La ministra Boschi in versione fatalona, caricaturizzata al meglio da Manuela Zero. O Papa Francesco (il poliedrico Carlo Frisi) che ha la smania di telefonare a tutti.

A fare da impeccabili padroni di casa Martufello e Pamela Prati, due colonne del Bagaglino, garanzia di talento e professionalità ai massimi livelli. Come in tutti gli spettacoli di Pingitore non poteva mancare un prestigioso corpo di ballo. Quattro splendide ballerine: Jasmine, Raffaella, Daniela, Maria Rita e il super ballerino Leonardo Bizzarri. Accanto all’autore-regista, i collaboratori di sempre: Piero e Francesco Pintucci per le musiche, Maurizio Tognalini per le scene e i costumi, Evelyn Hanack per le coreografie e l’aiuto regia di Morgana Giovannetti. Uno show che ha un solo e grande difetto. Non è finito in nessun palinsesto televisivo. Forse perché, come ha ricordato Pingitore presentando lo spettacolo, per fare uno spettacolo di satira in Italia, «ci vogliono intenzione, interesse e coraggio per farla». E tra i dirigenti televisivi di coraggio se ne vede davvero poco. Uno spettacolo confenzionato al meglio, con un primo atto incentrato sulla satira più attuale e pungente, una seconda parte che rievoca la storia del Bagaglino con filmati e canzoni, in un’emozionante macchina del tempo per ognuno degli spettatori. Musiche e coreografie eleganti, tante punture di spillo ai potenti (e ai cretini) di turno, qualche carezza nostalgica allo spettatore: il tutto avvolto in una grande risata.