Parigi, è giallo sulla terrorista “scomparsa” dall’ipermercato

Che fine ha fatto Hayat Boumeddiene? Dov’era nelle concitate ore del’eccidio nell’ipermercato koscher, prima di volatilizzarsi nel nulla appena dopo il blitz delle teste di cuoio? Si chiude con un finale aperto la due giorni di sangue e terrore che ha sconvolto Parigi rallentando per 48 ore il battito del cuore pulsante dell’Europa: dov’è finita Hayat Boumeddiene, la ventiseienne compagna dell’attentore di origine africane Amedy Coulibaly? È armata. Pericolosa. Si sente braccata e, soprattutto, su di lei gli investigatori sanno poco o nulla: sono certi della sua presenza all’omicidio della vigilessa a Mountrouge giovedì mattina. Sanno della folle connessione strategica tra il suo compagno e i fratelli Chaouki, autori della carneficina di Charlie Hebdo: un connubio che si dice passasse anche attraverso il legame tra le donne dei tre attentatori. Sono sicuri del suo folle indottrinamento impartito con pillole di odio quotidiano da Djamel Beghal, figura pericolosamente dominante nel panorama dell’integralismo jihadista, uomo chiave del mondo islamista radicale già condannato per terrorismo e noto nella galassia del fondamentalismo combattente come portabandiera del proselitismo armato ribattezzato Habou Hamza.

Il ritratto di Hayat Boumeddiene

Anche ad Hayat Boumeddiene, dunque, sono stati inculcati i fondamenti dell’odio verso il “nemico occidentale”: tanto che la ragazza, che fino a poco prima di quell’incontro determinante vestiva come tutte le coetanee d’oltralpe, e viveva nella provincia intorno a Parigi una normale quotidianità da cassiera, ha neanche troppo gradualmente cambiato radicalmente pensiero e abitudini: una trasformazione repentina testimoniata dalle poche foto diffuse dai media in questi terrificanti giorni di orrore fondamentalista con il velo che le lascia scoperto solo gli occhi con cuio guardare “diversamente” il mondo circostante; o durante un’esercitazione nei boschi, armata di balestra. E sempre, comunque, al fianco di Amedy Coulibaly: per questo i rumors che circolano in ambienti vicini agli inquirenti la danno presente all’azione nell’ipermarcato koscer insieme all’attentatore, anche se non ce ne sono al momento le prove effettive.

Una scomparsa misteriosa

Un’ipotesi che ha aperto il varco ad altre suggestive supposizioni vagliate in queste ore dall’unità di crisi riunita dal presidente Hollande: Hayat Boumeddiene era nel negozio ma è riuscita a scappare nei concitati minuti dell blitz delle teste di cuoio mescolandosi agli ostaggi in fuga nel tentativo di mettersi in salvo? O, come pure si ipotizza, non è mai entrata in quell’ipermercato del Marais insieme al compagno? E chi potrebbe spalleggiarla in queste ore di fuga in cui è braccata dalle forze dell’antiterrorismo? Tutti interrogativi aperti che infittiscono un mistero tutto da decriptare che impedisce – come del resto le nuove minacce jihadiste piombate sui francesi a ridosso della terrificante due giorni di sangue – di provare a voltare pagina.