Papà manda Vanessa tra i terroristi, poi la perdona: «Non deve scusarsi»

“Ma papà ti manda sola?” è una delle commedie hollywoodiane più note al mondo, con Ryan O’ Neal e Barbara Streisand: una pellicola del 1972 ma attualissima, almeno nel suo interrogativo centrale. “Ma papà ti manda sola?” è la domanda che in queste ore un po’ tutti gli italiani avrebbero voluto rivolgere a Vanessa Marzullo, la volontaria italiana rapita dai terroristi e rilasciata insieme all’amica Greta Ramelli, forse dopo il pagamento di un cospicuo riscatto. «Non ci ha chiesto scusa, perché non c’era nulla per cui chiedere scusa», ha detto oggi Salvatore Marzullo, il papà della ventunenne, dopo aver accolto al figlia nella casa di Verdello. Lei non deve scusarsi, né con i genitori né con gli italiani che hanno pagato il riscatto per la sua liberazione, sostiene il padre. Ma il signor Salvatore il problema di scusarsi lui per non aver convinto una ragazzina di 21 anni a non recarsi in una zona di guerra senza avvisare la Farnesina e senza alcuna precauzione, non se l’è neanche posto.

Nessuna violenza ma tanta stanchezza

«L’ho trovata bene e non ha subito violenze – ha aggiunto papà Salvatore -. Si è dunque trattato di una brutta storia fortunatamente a lieto fine. Ora ha bisogno di qualche giorno di tranquillità. Anche a noi non ha ancora raccontato i dettagli. Ringrazio di cuore tutti quelli che ci sono stati vicini in questi mesi e in questi ultimi giorni – ha sottolineato Salvatore Marzullo -, dal governo ai nostri vicini». Neanche una ramanzina alla figlia? No, ci mancherebbe. «Ha fatto una cosa pericolosa, ma non sbagliata – ha aggiunto il papà – Adesso vogliamo qualche giorno di serenità». Vanessa Marzullo si è affacciata alla porta della casa in cui è tornata per salutare i tanti giornalisti presenti. La ragazza, visibilmente stanca, ha fatto un gesto di saluto e si è limitata a dire ”grazie”. In precedenza, sollecitata dai cronisti, ha confermato di essere contenta di essere tornata. Tra poco ci farà sapere se intende tornare in Siria.