Obama ha poco da brindare: a Cuba la repressione comunista continua

A Cuba cambia tutto ma sembra che non cambi nulla: la pace tra Stati Uniti e i Castro sventolata dal presidente Obama a fine anno, serviva evidentemente solo per far aumentare la sua popolarità in declino. Sì, perché la repressione a Cuba continua come e peggio di prima. Il 30 dicembre la nota dissidente Yoani Sanchez è stata posta ai domiciliari, suo marito e altri membri della dissidenza arrestati, una misteriosa manifestazione culturale in programma all’Avana è stata proibita dalle autorità comuniste.

Della “storica svolta” non c’è più traccia…

Di storica svolta annunciata due settimane fa nei rapporti con gli Stati Uniti non c’è traccia, se non nei sondaggi Gallup. La blogger cubana ha twittato che il marito ed editor di 14, Reinaldo Escobar, era stato portato via ammanettato dalla polizia, così come altre persone, tra le quali anche Elicier Avila, fondatore del gruppo dissidente Somos mas. In un articolo, 14 y medio aveva precisato che «l’attivista Omar Fayut è riuscito ad arrivare insieme ad altri membri di quel gruppo oppositore alla Plaza de la Revolucion, storica piazza della città, dove si sono incontrati decine di persone, alcune di gruppi oppositori, oltre a molti giovani». A organizzare l’incontro nella Plaza era stata nei giorni scorsi Tania Bruguera, un’artista plastica cubana residente da tre anni a New York. Iniziativa subito definita una provocazione politica dai media ufficiali dell’Avana. Il giorno di San Silvestro poi la Sanchez era di nuovo libera, così come il marito. Tania Bruguera è invece ancora in un commissariato della polizia, lo stesso dove era stato portato anche Escobar, il quale – viene precisato – ha visto l’artista che indossava una divisa grigia da prigioniera. Infine, poche ore fa si è appreso che la Bruguera non potrà lasciare il Paese per due o tre mesi. A deciderlo sono state le autorità cubane, affermano fonti della dissidenza senza escludere che possa subire anche un processo.

Ma l’indice di gradimento Gallup sale…

La Bruguera era giunta all’Avana qualche giorno fa proveniente, secondo alcuni media, da Venezia, dopo aver convocato sulle reti sociali per martedì una performance collettiva nella Plaza de la Revolucion. L’evento era stato proibito e in effetti non si è svolto. Nel commentare gli arresti, ordinati due settimane dopo la storica svolta nei rapporti L’Avana-Washington, il dipartimento di stato Usa ha condannato «il ricorso reiterato da parte di Cuba a vessazioni e arresti arbitrari». Ma l’importante è che l’indice di gradimento del presidente Usa sia salito al 48% per il periodo dal 27-29 dicembre, la media più alta per tre giorni consecutivi dalla fine di agosto del 2013. Un altro 48% però disapprova il suo operato, fa comunque notare Gallup.