Nozze gay, l’America di Obama ora attende la decisione della Corte Suprema

L’ America di Barack Obama è in attesa di uno storico pronunciamento sulle nozze gay: quello della Corte Suprema, che ha deciso di esaminare la delicata questione a partire dal mese di aprile, per arrivare a una sentenza entro la fine di giugno. Una spinta verso un’accettazione generalizzata delle nozze gay in America è arrivata sicuramente da Obama. Ma sicuramente la sua posizione sui matrimoni omosessuali non è stata sempre univoca ed è cambiata nel tempo adattandosi alle richieste che arrivavano dalle varie lobby, in primis appunto quella omosessuale. Infatti nel 2004 durante la campagna elettorale che lo portò al Senato federale disse di essere contrario, salvo poi cambiare idea quattro anni dopo durante la sua corsa alla Casa Bianca, tant’è che la comunità omosessuale lo votò in massa. Da allora Obama si è mostrato molto sensibile verso i diritti gay: ha firmato più di un provvedimento che estende alle persone omosessuali che lavorano nel governo federale gli stessi diritti di cui godono gli altri lavoratori sul fronte del matrimonio.

Nozze gay in Costituzione?

I nove giudici costituzionali – che già nel 2013 abolirono la norma chiave del Defense of Marriage Act (Doma) secondo cui il matrimonio è solo quello tra uomo e donna – dovranno ora stabilire se le nozze tra coppie dello stesso sesso sia un diritto da proteggere costituzionalmente. In pratica si dovrà decidere se la Costituzione americana dovrà legittimare i matrimoni gay, oppure lasciare ai singoli stati la facoltà di legalizzarli o, al contrario, di vietarli. Tutto è nato da un ricorso presentato presso il più alto organo giurisdizionale statunitense contro la sentenza di una corte d’appello. Sentenza che ha confermato le restrizioni alle nozze gay varate di recente in alcuni stati: Michigan, Ohio, Kentucky e Tennessee. Sono proprio questi ricorsi che hanno sbloccato una situazione che fino ad ora aveva visto la Corte Suprema assumere una posizione sostanzialmente “attendista”. Tutt’altro che scontata, però è la decisione che verrà presa, con i nove “saggi” da sempre divisi.

Ma i saggi sono divisi

Da quando la Corte Suprema nel 2013 è intervenuta sul Doma, comunque, negli Usa è salito a 36 il numero degli Stati in cui le coppie omosessuali possono liberamente sposarsi, più il District of Columbia dove si trova la capitale federale Washington. E secondo le ultime statistiche oramai più del 70% degli americani vive in stati dove le nozze gay sono legali. Con i sondaggi più recenti che confermano come la maggioranza dei cittadini oramai sostenga tali matrimoni, ribaltando una situazione che fino a pochi anni fa sembrava impossibile da cambiare.