Norma salva-Renzi nella legge delega sulla PA. Il M5S: è la seconda volta

“Chiediamo che Matteo Renzi faccia immediatamente chiarezza: nella legge delega sulla Pubblica Amministrazione in esame al Senato, infatti, è spuntato un emendamento della maggioranza che a prima vista farebbe pensare all’ennesima legge ad personam“. Lo denuncia il M5s in relazione a un emendamento al disegno di legge delega (n.1577) sulla riorganizzazione della PA, presentato nei giorni scorsi dal senatore del Pd e relatore del provvedimento Giorgio Pagliari, che “a una prima lettura sembra costruito ad arte per mettere nuovamente fine ai guai giudiziari del premier Renzi”. L’emendamento prevede l’esclusiva imputabilità dei dirigenti amministrativi in caso di danno erariale.

Danno erariale? Paga solo il dirigente

Conclusione: “Renzi potrebbe essere esente da qualsiasi responsabilità come Presidente della Provincia di Firenze e potrebbe far ricadere tutto sulle spalle dei dirigenti e il processo a suo carico automaticamente potrebbe essere cancellato con un tratto di penna” dice il M5s. I fatti a cui si riferiscono i 5 Stelle sono quelli del 5 agosto 2011 quando Matteo Renzi viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti per danno erariale per fatti legati all’epoca in cui era Presidente della Provincia di Firenze. La Corte dei Conti, ricordano, “gli contesta la categoria di inquadramento di quattro persone nello staff” per “un danno erariale di circa 816 mila euro”.  C’è poi il caso relativo al bilancio del Comune di Firenze negli anni 2012-2013, cioè “proprio sotto l’amministrazione Renzi” che presentava “una reiterata irregolarità contabile” legata sempre ad assunzioni che andavano oltre le possibilità del bilancio del Comune.

Un primo tentativo ci fu nel giugno del 2014

Non è la prima volta: già “a giugno 2014 compare la bozza del decreto sulla P.A. con il primo tentativo dell’attuale governo di infilarci una norma ‘salva Renzi’. Colto con le mani nel sacco – afferma il M5s – il governo affida allo staff di Palazzo Chigi il dietrofront: ‘C’è un errore, lo faremo sparire’ “. “Se vogliamo credere che la prima volta si è trattato di un errore in buona fede, questo secondo tentativo, a distanza di così poco tempo, insospettisce e non poco. Per questo – concludono i 5 Stelle – chiediamo al premier Matteo Renzi di fugare ogni dubbio sul fatto che questa norma possa andare, anche indirettamente, a cancellare il suo processo, sanando così i suoi guai con la giustizia”.