«Non voteremo mai Mattarella»: la conferma di Berlusconi. Fi furibonda

Il no ufficiale alla candidatura di Matterella  viene espresso con chiarezza  da Silvio Berlusconi. «L’accordo con Renzi si è fermato a metà strada voteremo scheda bianca alla quarta votazione», fa sapere il Cav dall’assemblea dei grandi elettori di Forza Italia. Il fronte contro il candidato di Renzi al Colle si era già espresso prima e durante la prima votazione, con una “scenografia”  impostata con i cartelli in Aula della Lega che esibivano le prime pagine del “Manifesto” in cui si leggeva «non moriremo democristiani», la famosa edizione del 28 giugno 1983, all’indomani delle elezioni che segnarono un successo straordinario per la Democrazia cristiana. Il clima è acceso.

La via dell’arroganza

«Non votiamo Mattarella»,  dichiara Maurizio Gasparri, né ora né mai. Al programma di Rai Radio2 Un Giorno da Pecora, condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro è stato chiarissimo nel riendicare la linea di Forza Italia: «Non lo voterete nemmeno alla quarta?», gli chiedono. «Penso di no, allo stato attuale è così. Alla quarta vedremo cosa succede, Renzi è un po’ arrogantello, non cerca l’accordo», spiega il vicepresidente del Senato.«Renzi, come in altre occasioni, preferisce l’arroganza. Sarà il difetto che lo porterà nel tempo alla sconfitta», avverte Gasparri.

Mattarella, una forzatura

Non si spegne il forte dissenso, il forte disappunto per la decisione del Pd e di Renzi di indicare Mattarella per il Colle. Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera sintetizza di nuovo i motivi del no. «Questo contravviene qualsiasi convergenza che si era delineata sul piano delle riforme costituzionali e della legge elettorale. Pertanto noi voteremo scheda bianca alle prime tre votazioni e alle 16, con Berlusconi, avremo una assemblea dei Grandi Elettori di Fi per decidere,ma con grande amarezza e determinazione, che cosa fare dalla quarta in poi». Ma una cosa è certa per Brunetta: «Non voteremo Mattarella». Una grande «forzatura» considera Renata Poverini la candidatura di Mattarella. «FI non aveva posto veti sulle persone, ma semplicemente chiesto di condividere un nome che non fosse organico al Pd. Ci aspettavamo qualcuno che rappresentasse tutti gli italiani».