Nigeria, miliziani islamici massacrano 2000 persone. Ma non fa notizia…

«L’educazione occidentale è peccato». Questo vuol dire letteralmente il nome del gruppo terrorista islamico Boko Haram, che da qualche anno terrorizza con astrocità inimmaginabili il nord del più popoloso Paese africano, la Nigeria. Rapisce, tortura, uccide, devasta, incendia, scaccia le popolazioni dalle loro case, eppure non guadagna mai più di qualche trafiletto sui quotidiani occidentali. Così anche stavolta, le nuove imprese dei fondamentalisti islamici nigeriani (coadiuvati da jiahdisti anche dei Paesi limitrofi) sono passate praticamente sotto silenzio, oscurate com’erano dai fatti provenienti dalla Francia, anch’essi peraltro ascrivibili a parenti stretti di Boko Haram. I miliziani integralisti nigeriani hanno lanciato due attacchi, nelle ultime ore, contro la città di Baqa, nel nordest della Nigeria, già devastata domenica. «I cadaveri giacciono sulle strade, si temono 2.000 persone uccise» nei raid, scrive la Bbc citando un non meglio precisato ufficiale, secondo il quale «la città è stata completamente devastata, le case date alle fiamme».

I terroristi islamici controllano intere regioni

Secondo il deputato Maina Maaji Lawan, Boko Haram controlla il 70% del territorio dello Stato di Borno, considerato una roccaforte dei jihadisti. La città di Baqa, che aveva una popolazione di 10.000 persone, di fatto non esiste più, dice il deputato. Quelli che sono riusciti a fuggire, «non sono stati in grado di seppellire i morti, i loro cadaveri ora giacciono nelle strade». Molti sono fuggiti, già da domenica, attraversando il lago Ciad. I miliziani di Boko Haram hanno raso al suolo anche i 16 villaggi nei pressi di Baqa, riferisce la stampa nigeriana: «Centinaia di profughi sono intrappolati sulle isole nel lago Ciad», affermano i funzionari locali. La storia (mediatica) dell’Africa si ripete: agli occidentali non sembra essere mai importato nulla dei morti africani, dal Congo, al Ruanda, al Burkina Faso, al Kenya, per non parlare del Biafra, proprio in Nigeria, la cui tragedia fu ignorata dal mondo “civile” più che altro per motivi politici. Nulla di nuovo sotto il sole africano…