Nessuno vuole le salme degli assassini di Parigi. Si temono pellegrinaggi di fanatici

Nel giorno in cui nelle edicole di mezzo mondo sono arrivati altri due milioni di copie di Charlie Hebdo dopo i tre milioni esauriti mercoledì è scoppiata la querelle sulla sepoltura degli assassini delle stragi.  Il timore di un pellegrinaggio di esaltati e fanatici ha messo in allarme i sindaci che “dovrebbero” accogliere le loro salme.

Il timore del sindaco di Dammartin en-Goële

Il Corriere della Sera racconta nell’articolo dal titolo La sepoltura impossibile dei tre assassini, l’angoscia del primo cittadino di Dammartin en-Goële, Michel Dutruge. Il sindaco non si è ancora ripreso dallo choc per l’uccisione nella sua cittadina dei due fratelli Kouachi, ritenuti autori della strage di Charlie Hebdo, e nell’affrontare la spinosa vicenda del luogo in cui seppellire i due corpi, ammette: «Con quelle due tombe si verrebbe a creare un luogo di culto al contrario, una meta di pellegrinaggio per fanatici, e chi può essere contento della disgrazia? Certo, se me lo chiedono sono costretto a farlo».  I corpi dei due si trovano ancora nell’istituto legale di Parigi ma entro la settimana dovrebbero essere rilasciati a quel punto si pone il problema di dove seppellirli.

Le norme francesi

Secondo la legge francese è la famiglia che sceglie il luogo della sepoltura. In sostanza, i due fratelli potrebbero essere seppelliti o nel Comune di residenza oppure nel cimitero dove è avvenuto il decesso. Ergo, a Dammartin en-Goële. L’unica voce che fino ad ora si è alzata è quella di Antoine Flasaquier, avvocato della compagna di Said Kouachi, il cui ultimo domicilio conosciuto era a Reims: «La  mia cliente è consapevole della delicatezza del caso e non vuole certo clamore e notorietà. Ma ha ogni intenzione di piangere il suo uomo». Il legale pare non sia interessato alla cittadina di Dammartin en-Goële.  Chérif Kouachi, invece, era residente nella banlieue di Gennevilliers, a nord di Parigi. Mentre Amedy Coulbaly (il killer della vigilessa di Montrouge e della strage del negozio kosher di Parigi) abitava a Fontenay-aux-Roses. Ma non sono solo i sindaci ad essere preoccupati per l’inumazione dei corpi dei terroristi. A parlare di effetti “devastanti” sui giovani delle banlieue è stato anche il prefetto dell’Hauts-de-Seine che ha giurisdizione sui due Comuni. Però, in ultima analisi se nessuno farà la richiesta delle due salme probabilmente verranno sepolti nel luogo della loro ultima residenza.

Il caso della strage di Tolosa

La Francia ha già affrontato un caso analogo nel 2012, quando si pose il problema di seppellire Mohamed Merah, l’uomo che a Tolosa uccise  tre bambini  e un adulto davanti a una scuola ebraica, dopo aver assassinato anche tre paracadutisti. Il sindaco della città si rifiutò di seppellirlo e anche la sepoltura anomina scatenò proteste. Alla fine Merah fu sepolto nella parte musulmana del cimitero di Cornebarrieu a Tolosa, in una tomba ignota anche ai familiari.

Gli attacchi ispirati da al Qaeda

Intanto i funzionari dell’intelligence statunitense e francese vanno consolidando la convinzione che gli attacchi terroristici dei giorni scorsi a Parigi siano stati ispirati da al Qaida ma non direttamente sotto la sua supervisione. Uno dei due fratelli responsabili dell’attacco allo Charlie Hebdo avrebbe trascorso un breve soggiorno nello Yemen e avrebbe incontrato un leader di al Qaida. Tuttavia gli 007 statunitensi non sono convinti che l’attacco a Parigi sia stato diretto dall’estero.