Musulmani all’attacco di Hollande: «È come Hitler». E sale la giovane Le Pen

François Hollande immortalato come un novello Hitler dei tempi moderni.  Il settimanale marocchino Al Watan Al An è andato giù duro: in copertina campeggia il “ritratto” del presidente francese, raffigurato in un fotomontaggio con baffetti e svastica, come l’Adolf degli anni Trenta e Quaranta. E dal totolo, tradotto dall’arabo dal magazine Tel Quel che ha riportato la notizia, si capisce anche il perché dell’impossible paragone.

Hollande come Hitler

«I francesi fanno rinascere i campi di concentramento nazisti per sterminare i musulmani?», è scritto nero su bianco. Quindi la conclusione, che dopo i fatti terroristici delle scorse settimane a Parigi, equivale a una vera e propria denuncia nei confronti del governo francese accusato di «non assicurare la sicurezza dei cittadini di confessione musulmana». Cornuto e bastonato, come si suol dire. Hollande, come capo dell’Eliseo ha subìto l’attentato e adesso viene anche accusato di non tutelare abbastanza quei musulmani in terra di Francia dalle cui file sono venuti i terroristi. Per la stessa questione e per motivi opposti Hollande è anche bacchettato da Marine Le Pen che miete sempre più consensi. Tanto che, per la prima volta quest’anno, il premio dell’annuario delle personalità politiche è stato assegnato a un esponente del Front National, suscitando in fase di consegna un vero e proprio incidente diplomatico-parlamentare. Le sinistre non ci stanno. E, per motivi opposti, non ci sta neppure la più giovane dei politici Le Pen, l’astro nascente Marion Marechal, che, furiosa per la contestazione, ha apostofato i giornalisti affermando: «Quando verrà il momento vi fregheremo noi».

Il vizietto delle sinistre

Parole forti, originate dal fatto che ovunque vai in Europa, c’è una sinistra pronta a ergersi a censore.  La cerimonia, infatti, era stata boicottata dal presidente dell’Assemblea nazionale, il socialista Claude Bartolone, che così aveva creato il caso, perché il riconoscimento come «miglior amministratore locale dell’anno» era stato assegnato a Steeve Briois, sindaco del Front National di Henin-Beaumont, nel nord. «Che lo si voglia o no – recitava la motivazione dei giornalisti parlamentari che lo hanno assegnato – l’anno 2014 è stato contrassegnato dalla visibile proiezione del Front National non solo nel dibattito politico ma sul piano elettorale».

Il furore della giovane Le Pen

La consegna del premio è stata fatta però evidentemente controvoglia dal giornalista prescelto che, probabilmente per far notare il proprio allineamento con il potere e con le convinzioni della sinsitra, ha costretto il sindaco premiato ad andarsi a prendere il riconoscimento da solo. Questo generale imbarazzo ha fatto uscire dai gangheri la giovane nipote di Le Pen. La quale, sotto l’occhio delle telecamere, ha apostrofato così il giornalista riluttante: «Francamente, è uno spettacolo pietoso, sono furiosa…ma quando sarà il momento, vi fregheremo e vedrete che vi farà male!». Parole dette in preda all’ira e che risentono dell’età della giovane protagonista, ma che danno il sensori certe situazioni all’ordine del giorno anche in Italia, determinate dalla spocchia e dala,l pretesa superiorità culturale di chi milita a sinistra.