Milano, i pro-family a convegno. E per i redattori di “Tempi” solidarietà stitica

In un periodo in cui tutti fanno a gara nell’adottare lo slogan “je suis Charlie” per difendere la libertà d’espressione quale principio cardine dell’Occidente l’unica espressione che sembra doversi bandire è quella in difesa della famiglia tradizionale. Non si spiegano altrimenti l’ostilità e le critiche al convegno odierno che a Milano ha appunto per oggetto questo tema e che sarà ospitato, tra mille polemiche, nella sede della Regione Lombardia. Il settimanale Tempi, tra i promotori dell’iniziativa, è stato preso di mira da ignoti vandali che hanno scritto sui muri insulti ai redattori “sessisti e omofobi” e recapitato sterco davanti al portone.

Solidarietà stitica

Ma la solidarietà è stata assai “stitica”. Prendiamo il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo, per il quale i redattori di Tempi non sono certo “vittime” visto che si oppongono all’affermazione di “diritti”. E poi aggiunge che i muri delle città sono pieni di scritte contro i gay “accompagnate da simboli nazisti”. Per oggi è inoltre previsto un presidio degli studenti medi e universitari contro il convegno milanese mentre lo stilista Stefano Gabbana ha definito una “pagliacciata” il convegno contestato. In pratica la solidarietà è arrivata in gran parte dal centrodestra mentre dall’altra parte molti devono aver pensato che la redazione di Tempi se l’è cercata visto che il deputato Gigli (Centro democratico) su Twitter ha scritto: “Chi di sterco perisce di sterco ferisce”.