La Merkel vuole un Quirinale “tedesco”. Ecco i 5 nomi che ha dettato a Renzi

Sia chiaro, la scena di Angela Merkel che a Firenze prendeva appunti mentre Renzi le parlava delle riforme e del Botticelli, era tutto a beneficio dei fotografi e dei cameramen. Dietro le quinte accadeva altro. I bene informati raccontano che a prendere nota sia stato Renzi mentre Angela gli parlava del nostro Quirinale, con quel tono agrodolce di chi fornisce un parere disinteressato che sarebbe meglio, molto meglio, prendere in considerazione. La Merkel, si sa, del “bazooka” di Draghi non è entusiasta, ma quello che le sta più a cuore è isolare i fremiti anti-europeisti della Grecia che si prepara a consegnarsi tra le mani di Masaniello Tsipras. Ecco perché la partita del Colle, ai tedeschi, interessa molto, pure troppo. Su quella poltrona vogliono un politico, un europeista, un rigorista, un amico di Bruxelles. Più che l’Europa, ce lo chiede Berlino. E la Merkel lo ha fatto presente a Renzi, il quale, come al solito, ha abbaiato ai microfoni e s’è accucciato nel backstage.

Alla Merkel il candidato del “Nazareno” non dispiace

È chiaro che alla Cancelliera tedesca preoccupa l’ipotesi di un asse Pd-M5S-Sel  costruito sulla base del dissenso interno della minoranza piddina. Un eventuale accordo su un nome farebbe saltare gli equilibri dell’accordo tra Renzi e Berlusconi ma sopratuttto porterebbe dritto al Colle un presidente anti-sistema, un euro-critico, nella migliore delle ipotesi, in ogni caso una figura non controllabile da Buxelles e magari in grado di produrre solo danni nel nome del tradizionale fervore ideologico della sinistra. Ecco perché la Merkel ha suggerito a Renzi di tenere duro. Ma senza cedere a Berlusconi, al quale, come si sa, la tedesca non è legata da affetto particolare. Ecco perché la signora ha arricciato il naso su Giuliano Amato, che probabilmente rimetterebbe in circolo il Cavaliere con un provvedimento di grazia. Troppo.

La cinquina che piace a Berlino

1) In cima dai desideri di Angela c’è Mario Monti uomo di Bruxelles e di Berlino, odiato dagli italiani ma amatissimo all’estero, un teorico del sacrificio in nome dell’Europa ma soprattutto un presidente in grado di far passare solo manovre di stabilità vidimate dalla troika. Qualcuno ha fatto il nome di Pierferdinando Casini come persona vicina alla Merkel, per motivi squisitamente politici (di area popolare) ma la Cancelliera non punta certo su di lui. Sa che al momento la sua credibilità politica è molto scarsa, in Italia.

2) L’alternativa a Monti è Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, è lui la personalità giusta per vegliare sul “bazooka” di Draghi, che come si sa scarica sui singoli organi di vigilanza bancaria nazionale il preso del rischio di un eventual default. Angela ha dato via libera a Draghi per l’immissione di liquidità nel sistema, ma gli ha chiesto di caldeggiare, per il Colle, il nome di un suo delfino che possa vigilare su rigore, credito, stabilità politica, controllo della spesa pubblica. Chi meglio di Visco? Ma è proprio la spesa pubblica a rappresentare anche il principale veicolo di controllo del debito pubblico, altro pallino della Merkel.

3) Debito pubblico, appunto. La Merkel, non a  caso, nella rosa dei papabili ha messo Carlo Cottarelli, l’uomo della “spending review”, con spessore internazionale, legato all’alta finanza mondiale, europeista convinto e figura tutto sommato neanche toppo vicina a Renzi.

4) E le donne? Angela teme la Boldrini, non ama la Mogherini (troppo vicina a Putin) ma non le dispiace Anna Finocchiaro. Di Romano Prodi, amicissimo di Helmut Khol, la Merkel non vuol sentire neanche parlare. Però…

5) La Cancelliera vanta ottimi rapporti con Piero Fassino, da sempre vicinissimo ai socialdemocratici tedeschi. Occhio al grissino torinese, potrebbe spuntare nella nebbia del Colle come un fulmine a ciel sereno nel cielo sopra Berlino.