Mattarella presidente con 665 voti tra applausi e musi lunghi. Martedì il giuramento

La quarta votazione, con il quorum sceso a 505 voti, come previsto è stata decisiva: Sergio Mattarella è stato eletto presidente della Repubblica con 665 preferenze, una soglia superiore alle previsioni. Il candidato del Partito democratico (che presterà giuramento martedì alle 10)  partiva da un tesoretto di  560 voti cui si sono aggiunti, dopo il cambio di rotta deciso nella notte, i 77 dei centristi e almeno sei degli ex M5s, per un totale di 643 voti. Forza Italia ha confermato ufficialmente la scelta della scheda bianca,  anche se qualche azzurro ha preferito tuffarsi nella braccia del futuro successore di Napolitano, non si sa mai. Lega, Fratelli d’Italia e gli M5S hanno ribadito il loro no al giudice della Corte costituzionale

Gli applausi

Il primo applauso nell’Aula della Camera si è levato dai banchi di Sel, dove la pattuglia dei “contatori” era molto nutrita e seguiva diversi metodi di conteggio. È arrivato in anticipo, a otto voti dall’effettivo raggiungimento del quorum. Dal Pd si è chiesto di fermarsi, ed è partito il conto alla rovescia “otto, sette, sei…” fino a quando non si è arrivati alla quota richiesta. Finito il battimani, la presidente Laura Boldrini visibilmente soddisfatta per il colpaccio, ha ripreso lo spoglio delle schede.

La svolta nella notte con Alfano che si è piegato a Renzi

La svolta c’è stata venerdì notte, quando Renzi ha convinto Angelino Alfano e i suoi a convergere sul nome di Sergio Mattarella alla quarta votazione. Un ministro dell’Interno non può disobbedire al suo premier, altrimenti rischia il posto. Così l’annuncio solenne di votare scheda bianca per non subire il metodo autoritario di Renzi si è dissolto come neve al sole a costo di far saltare l’unità dei centristi. I due capigruppo del Nuovo centrodestra, Maurizio Sacconi e Barbara Saltamartini hanno minacciato e poi rassegnato le dimissioni: «Il punto è politico, non riguarda la persona di Mattarella – ha spiegato in Transatlantico l’ex ministro ed ex capogruppo alfaniano al Senato – il punto è che c’è un cambio di maggioranza, il Pd ha vestito con la divisa dei Soviet un giudice costituzionale democristiano».

FdI e Lega

«Sotto gli irresistibili colpi del rottamatore Renzi, l’emergente Sergio Mattarella diventa presidente della Repubblica italiana. Complimenti a Berlusconi e Alfano per la strategia. Auguri di buon lavoro al nuovo Capo dello Stato. Noi, sempre e comunque a testa alta», è il tweet a caldo del capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli. Ancora più duro Matteo Salvini: «Mattarella non è il nostro presidente. Noi chiamiamo tutti gli italiani a Roma in piazza del Popolo il prossimo 28 febbraio per manifestare contro questa sinistra che occupa tutte le poltrone e per rilanciare un centrodestra che in Parlamento non esiste più e che oggi ha dimostrato di essere morto». Prova a stemperare l’imbarazzo il ministro Alfano, tra i primi a esultare, con un tweet che recita: «Ho votato con #orgogliosiciliano Sergio Mattarella #PresidentedellaRepubblica. Buon lavoro Presidente»-

Cinquestelle double-face

«Nazareno è morto? Forse no, ma è in coma profondo con tutto quel che ne consegue… E l’esito non è affatto negativo, Mattarella è una persona rispettabilissima e, per certi versi, migliore anche di Prodi», commentano i grillino convinti di aver contribuito alla mezza vittoria di oggi. «Il M5s ha stanato Renzi costringendolo a fare il nome prima dell’inizio delle votazioni, ha costretto Renzi a scegliere una persona decente, ha sbarrato la strada ad Amato, Veltroni, Grasso ecc., ha incrinato seriamente il patto del Nazareno. Direi che non è poco…». Contenti loro