Marò, Strasburgo dice: rientrino in Italia. FdI: meglio tardi che mai

Il rimpatrio e un cambio di giurisdizione. È quanto chiede la risoluzione del Parlamento europeo sui due marò, approvata oggi a Strasburgo larghissima maggioranza da un’aula pressoché al completo. Il sì è arrivato per acclamazione, ad alzata di mano, ed è poi stato salutato da un applauso.

Le richieste del Parlamento Ue

In particolare, con il loro voto gli eurodeputati si sono espressi affinché il contenzioso diplomatico tra l’Italia e l’India sia presto risolto con l’affidamento del caso alla giurisdizione italiana oppure tramite arbitrato internazionale. Inoltre, hanno chiesto il rimpatrio dei due fucilieri, ritenendo che la loro detenzione senza accusa sia «una grave violazione dei diritti umani» e assicurando il loro sostengono agli sforzi compiuti da tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione accettabile per tutti.

Il mandato a Federica Mogherini

Prima del voto era stata l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri ed ex titolare della Farnesina, Federica Mogherini, a sottolineare che la vicenda investe anche «il rispetto dei principi del diritto internazionale e quindi la credibilità stessa delle nostre azioni anti pirateria». «È una questione che riguarda l’Unione europea», ha sintetizzato Mogherini, che dal Parlamento Ue ha ricevuto il mandato a «intraprendere ogni azione necessaria per proteggere i due fucilieri italiani».

Fratelli d’Italia: atto tardivo

«Prendiamo atto con amara soddisfazione che Strasburgo ha approvato ad ampissima maggioranza la risoluzione per il rimpatrio dei nostri marò. Il 12 febbraio saranno 3 anni. Non è questa l’Unione europea che vogliamo», è stato il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Fabio Rampelli.