Marò, Latorre resta a Milano. Maroni va a trovarlo e si commuove

Massimiliano Latorre, il fuciliere di Marina operato nei giorni scorsi al Policlinico San Donato, ha lasciato questa mattina l’ospedale per essere trasferito in un’altra struttura sanitaria, l’Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, «dove sarà sottoposto a follow up neurologico». A renderlo noto è la direzione dell’ospedale in un comunicato. Latorrre dovrebbe restare ricoverato per qualche giorno per eseguire degli accertamenti di tipo neurologico. Il fuciliere della Marina, lo scorso agosto, era stato colpito da una grave ischemia e aveva ottenuto un permesso per rientrare in Italia. Il suo ritorno in India sarebbe dovuto avvenire entro la mezzanotte del prossimo 12 gennaio. Ma l’Italia ha presentato un’istanza per un’estensione del permesso, istanza che verrà discussa dalla Corte suprema indiana lunedì prossimo. Lunedì è proprio il giorno in cui scade a mezzanotte il permesso di quattro mesi concesso a Latorre in settembre. Per cui in caso di rigetto dell’istanza da parte dei giudici indiani, il governo Renzi si troverebbe costretto a dover decidere in tempi molto brevi sul ritorno in India, o magari su un’eventuale posizione più ferma. In queste ore, sulla pagina Facebook di Latorre è comparsa una nuova foto del suo profilo con un balcone, forse quello di casa sua, dove è esposta una bandiera tricolore della Marina militare.

Maroni su Fb: «Colloquio cordiale e commovente»

E sempre dai Social network è arrivato uno speciale messaggio di solidarietà. «Questa mattina ho fatto visita in ospedale al marò Massimiliano Latorre. È stato un colloquio lungo, cordiale e commovente. Latorre è una persona ammirevole». Lo ha scritto su Facebook il governatore Lombardo Roberto Maroni. «È consapevole di subire una grave ingiustizia – aggiunge Maroni – ma si è detto pronto a fare il suo dovere fino in fondo, rispettando le decisioni che il governo italiano assumerà. Ho espresso a Massimiliano Latorre la piena solidarietà e il sostegno mio personale, delle istituzioni e di tutti i cittadini lombardi».