Marò, il governo indiano se la prende pure con l’Europa: non impicciatevi

«Sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato una risoluzione». Così il governo indiano ha commentato il voto con cui l’aula di Strasburgo si è espressa, a larghissima maggioranza, per il rimpatrio dei marò e l’assegnazione della giurisdizione sul caso all’Italia.

La posizione del governo di New Delhi

L’intervento di New Delhi sulla vicenda è stato affidato a una breve nota, priva comunque di toni esasperati. Nel testo si ricordava che il caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è «all’esame della giustizia, ed è in discussione fra India e Italia», che pochi giorni fa la Corte suprema indiana ha concesso l’estensione della permanenza in Italia di Latorre per motivi di salute e che Girone, invece, «risiede nell’ambasciata di Italia a New Delhi». Dunque, secondo il governo indiano, «in queste circostanze sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato una risoluzione»

Le voci indiane per il rimpatrio

L’altro giorno sull’autorevole The Economics Times è stato pubblicato un articolo dal titolo «Mettere fine alla farsa, la migliore soluzione è mandare i Fucilieri a casa». L’articolo era firmato da Aman Sharma, che in passato ha pubblicato notizie piuttosto dure sulle presunte responsabilità dei due marò, le cui fonti erano il ministero dell’Interno e la polizia investigativa Nia, la cui chiamata in causa significava prefigurare l’ipotesi di terrorismo per i due fucilieri italiani. «I governi del Congresso e del Bjp (Bharatiya Janata Party, il Partito popolare indiano, ndr) – ha scritto ancora Sharma – sono stati morbidi con i Fucilieri di Marina. Il governo indiano è aperto alla possibilità di permettere ai due, una volta condannati qui, di scontare la loro pena in Italia. Ed ora – era la conclusione dell’articolo – potrebbe anche essere d’accordo a farli processare in Italia».