Marine Le Pen: «Siamo in guerra, no a Schengen, sì alla pena di morte»

«Schengen è il paradiso dei jihadisti, sospendiamolo subito». A poco più di una settimana dalle stragi di Parigi, Marine Le Pen mette sotto accusa le regole che consentono la libera circolazione nell’Unione europea. Secondo la leader del Front national «credere che non esista un legame tra immigrazione e islamismo radicale è molto pericoloso». Pertanto, in quest’ottica, «l’immigrazione illegale è un problema particolare», ma anche «l’immigrazione legale moltiplica i rischi». Un dato dettato da un puro calcolo statistico: «Più stranieri entrano nel nostro territori più c’è il rischio di avere individui che fanno proseliti». E a tal proposito, ha richiesto che le prediche ai fedeli islamici in Francia debbano essere fatte solo in francese. «Vogliamo che le prediche siano fatte solo in francese, ecco una vecchia rivendicazione del Front national che oggi trova tutta la sua giustificazione».

«I fondamentalisti ci hanno dichiarato guerra»

Rivolgendosi ai media nazionali e internazionali, la leader del Fn – primo partito in tutti i sondaggi, ha ricordato che «non è la Francia che è entrata in guerra. Sono i fondamentalisti che hanno dichiarato guerra alla Francia, bisogna esserne coscienti». Per Le Pen «nonostante i nostri avvertimenti, da anni, c’è una profonda cecità delle forze politiche sul fondamentalismo islamico radicale». E ancora: «Serve una risposta globale, seppur necessaria, la lotta al terrorismo non può bastare». Sul fronte dell’ordine pubblico, la Francia ha bisogno di un «corpo speciale antiterrorismo» per «disarmare le banlieue». Poi, a precisa domanda di un giornalista italiano, Le Pen si è detta favorevole alla pena di morte. «Personalmente – ha avvertito – come avvocato, penso che la pena di morte sia uno strumento necessario nell’arsenale giuridico di un Paese». Già nei giorni scorsi la leader della destra francese aveva annunciato un referendum sul ripristino della pena capitale nel caso di vittoria all’Eliseo nel voto presidenziale del 2017.

«La marcia di Parigi? Solo per lavarsi la coscienza»

Non è mancata poi una bordata contro «la cecità» da parte di governo e opposizione neogollista della Francia, che «continua a vendere armi all’Arabia saudita e al Qatar, quando ci sono tutti i rischi di vederle finire nelle mani dei nostri nemici».  Domenica scorsa, Marine Le Pen non ha partecipato alla grande marcia repubblicana di Parigi, visto che il governo socialista si è ben guardato dall’invitarla ufficialmente. Quella storica giornata, Le Pen ha deciso di passarla a Beaucaire, nel dipartimento del Gard, dove è stata acclamata dai militanti. «Grazie per essere qui, grazie di ricordare i valori della libertà”, ha risposto lei affacciandosi al balcone del municipio. E denunciando la sfilata parigina, come una «grande lavatrice» una «vasta operazione per ripulirsi la coscienza».