L’Italia conferma con un decreto il no al mais Monsanto

Sprint dell’Italia sul divieto agli Ogm. A dieci giorni dalla decisione dell’Europarlamento con cui si lascia libera scelta a ciascun Paese se limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio e in attesa del via libera del Consiglio europeo e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Ue, i ministri della Salute, dell’Agricoltura e dell’Ambiente italiani con decreto hanno anticipato la direttiva Ue confermando il proprio ‘no’ al mais Monsanto Mon810, che è l’unica coltura alimentare consentita in Europa.

Un no a tutela del made in Italy

Il provvedimento dei ministri Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina e Gian Luca Galletti, in realtà, proroga per 18 mesi il divieto del 12 luglio 2013, che era in scadenza, ed evita di incorrere nel giudizio della Corte europea. Ma evita anche, nel periodo di vuoto normativo, una possibile semina di organismi geneticamente modificati. Il decreto conferma quindi la battaglia per un’Italia ‘Ogm free’, una battaglia che ha origini lontane, cominciata quasi vent’anni fa, portata avanti non senza difficoltà, e vinta dai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea in nome della tutela del made in Italy e della qualità dei nostri prodotti. Non una battaglia contro le multinazionali, ha ribadito di recente il ministro dell’Ambiente Galletti, ma a difesa delle produzioni agricole italiane, di indubbia qualità, e dell’ambiente, “caratterizzati da una immensa biodiversita'”, e per la tutela della salute dei cittadini.