“Liberi marò”. Ecco la prima canzone in difesa dei soldati italiani (video)

L’intenzione è più che lodevole: raccogliere fondi per beneficenza con una canzone che inneggia alla liberazione dei due marò italiani, uno trattenuto in India, un altro in  convalescenza in Italia. Sulla performance canora dell’artista Max Loriga, chiudiamo un occhio: il pezzo “Liberi marò” riecheggia la vecchia sigla del cartone animato Jeeg Robot d’Acciaio, difficilmente la ascolteremo a Sanremo e l’artista, con tutto il rispetto per la sua estensione vocale, non sarà inserito nell’olimpo dei grandi cantanti italiani tra Lucio Dalla e Andrea Bocelli. Ma per la causa dei marò serve tutto, anche l’iniziativa di chi – su Itunes – ha inserito questa canzone, con tanto di video, chiedendo agli italiani di acquistarla con due nobili motivazioni: sollecitare le istituzioni a darsi da fare un po’ di più per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e raccogliere fondi per l’ANVCG (Associazione Nazionale per le Vittime Civili di Guerra) a favore delle loro iniziative, come già era accaduto con un’analoga iniziativa a scopo a carattere umanitario e benefico. In un contesto di rapper incazzati che strizzano l’occhio ai Not Tav, ai centri sociali, nei giorni degli incitamenti alla violenza dei 99 Posse, una canzone pacifista non di sinistra, come quella di Loriga, va segnalata con interesse. Anche perché, almeno così è annunciato, non ha alcuno scopo di lucro.

“Liberi marò” e il grido di Max Loriga

L’iniziativa è della Cooperativa Sociale con sede a Milano In Mente Onlus, che nasce nel 2014 dalla collaborazione culturale e professionale di Roberto Calligaro, Massimiliano Loriga e Simona Schenone con l’obiettivo “di trasmettere la cultura e l’arte vista sotto ogni sfaccettatura sempre con finalità di sensibilizzazione e umanitaria/benefica”. Max Loriga, attuale leader del gruppo musicale “Los Marcellos Ferial”, si presenta anche come scrittore e possiible regista. Nella canzone invita gli italiani a muoversi per sollecitare la liberazione dei due marò, attacca la burocrazia, la lentezza del governo, invita tutti a dare la sveglia ai nostri politici e- alternando immagini dei due fucilieri alle sue mentre canta – ripete il tormentone “liberi marò”. Riuscirà un cantante laddove, finora, hanno fallito i ministri?