Legge elettorale: ecco perché l’Italicum porterà il Centrodestra al suicidio

La legge elettorale con cui si eleggerà in futuro la Camera dei deputati sarà approvata al Senato nei prossimi giorni. Il premier Matteo Renzi ha premuto sull’acceleratore e sta piegando senza troppa fatica le resistenze che venivano dall’opposizione del Partito democratico, da Forza Italia e dalla Lega. Per convincere i riottosi basterà scrivere nella legge elettorale che le nuove regole entreranno in vigore non prima del 2016, allungando così automaticamente la legislatura per almeno un altro anno. Questo tempo serve all’opposizione interna al Pd ad organizzarsi nella speranza che il leader si logori a causa delle difficoltà economiche del Paese, a Forza Italia per far ripartire la leadership di Silvio Berlusconi dopo l’affidamento ai servizi sociali e alla Lega per radicarsi nel centrosud, dove ha appena lanciato l’operazione della lista “Noi con Salvini“.

Lo sbarramento basso frammenterà il centrodestra

Approfittando delle debolezze altrui Renzi porterà così a casa una legge elettorale che lo farà governare a lungo portando il centrodestra al suicidio. A spiegarlo analiticamente è stato il 7 gennaio scorso il politologo Angelo Panebianco sul Corriere della Sera. Ecco che cosa scrive Panebianco: “La legge prescrive una cosa ottima: crea un’autostrada che può portare, grazie al premio di maggioranza, il partito favorito, il più forte del momento, a conquistare la maggioranza assoluta dei seggi e a governare da solo. La legge, però, prescrive anche una cosa pessima: uno sbarramento solo del 3 per cento per tutti i partiti. Se la legge passerà così, lo scenario più probabile dopo le prossime elezioni sarà il seguente: il Pd ottiene la maggioranza assoluta, l’opposizione risulta invece divisa e frammentata fra un gran numero di partiti piccoli e medi. Il guaio è che questo, plausibilmente, non sarebbe solo lo scenario della prossima legislatura ma di diverse legislature a venire: un governo monocolore (Pd) con di fronte a sé il nulla, ossia un’opposizione vociante e impotente senza nessuna possibilità di costituire una minaccia elettorale seria per l’esecutivo in carica. Si aggiunga che, con la riforma del Senato, quest’ultimo passerebbe sotto il controllo pressoché totale del Pd, data la sua posizione dominante negli enti locali e regionali”.

La legge elettorale porta alla scomparsa dell’opposizione

Quel che accadrà è quindi evidente. La legge elettorale di stampo renziano costringerà i partiti di centrodestra ad andare in ordine sparso e in chiave identitaria, potendo così superare il basso sbarramento al 3%. Dopo il voto la sinistra governerà senza fastidi e si registrerà la scomparsa dell’opposizione, con almeno quattro partiti di centrodestra che non essendo uniti non faranno paura a nessuno e, soprattutto, non potranno presentarsi al Paese come alternativa di governo. Va bene il rinvio di un anno delle elezioni, va bene la erenità di doversi confrontare con uno sbarramento basso, ma i vertici dei partiti del centrodestra devono sapere che accettando quanto gli vine offerto salveranno le poltrone dei singoli portando al suicidio la coalizione. Speriamo che il poco tempo a disposizione allerti chi ha a cuore il futuro del centrodestra.