Isis, tornato in Italia il primo jihadista? Il pg di Roma: serve una superprocura

È tornato in Italia il primo jihadista. Sarebbe rientrato dopo essere stato in Siria, tra le fila dei miliziani dello Stato islamico. Ora, come scrive Il Tempo, si trova nel Nord-Est e gli investigatori lo tengono sotto stretta osservazione per capire le sue intenzioni e vedere le persone e i luoghi che frequenta. Il quotidiano, a tal proposito,  cita fonti dell’antiterrorismo: «Nei giorni scorsi si è parlato di dieci persone rientrate, ma su queste sono ancora in corso accertamenti. Sulla posizione di un soggetto in particolare, invece, abbiamo qualcosa in più di un semplice sospetto che sia andato a combattere in Siria e poi è rientrato in Italia». Il fenomeno del ritorno dei jihadisti preoccupa molto. Al momento dei 53 foreign fighters partiti, come si legge sul Tempo,  cinque sono italiani, gli altri sono tutti immigrati. Il sospetto dell’antiterrorismo è che almeno cento persone, partite dall’Italia, siano attualmente presenti nelle fila dell’Isis.

Il pg di Roma: serve una superprocura

«È bene non sottovalutare il pericolo e tenere alta la guardia», ha detto il procuratore generale presso la corte di Appello di Roma, Antonio Marini, nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario. «Fra i principali fattori di rischio – aggiunte il pg – v’è l’accensione improvvisa di cellule dormienti. Parimenti preoccupante è il fenomeno dei foreign fighters. La necessità è di rafforzare gli strumenti normativi e in tal senso è auspicabile l’istituzione di una Procura Nazionale Antiterrorismo al fine di rendere più efficace il coordinamento delle indagini non solo a livello nazionale ma soprattutto a livello internazionale».